… un po’ randagi ci sentiamo noi

di Butterfly
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 Media: 5.0/5   Voti: 70

Le cose che non ti ho detto.

Le cose che non ti ho detto
Bruno Morchio
Garzanti Editore
279 pagine
Prezzo 16,60 euro

“… Il WTC e il Matitone, cresciuti come testa di ponte della gigantesca operazione speculativa chiamata “Fiumara”… chilometri quadrati di aree dimesse dalle industrie, tra cui l’Ansaldo, diventati un gigantesco centro commerciale… San Benigno, dove svetta la Lanterna simbolo della città, in questa zona sino a vent’anni fa si respirava aria da cintura industriale… ci abitavano operai e portuali… c’era anche una storica trattoria, dal Toro, famosa per lo stoccafisso… il proprietario si chiamava Checco e aveva fama di trattare male i clienti a cui era affezionato”.

Non è “guida touring club di Genova, passato e presente”, è l’ultimo romanzo di Bruno Morchio.

Vive e lavora a Genova come psicologo e psicoterapeuta.
Ma soprattutto è innamoratissimo della sua città.
Così nei suoi libri, l’investigatore Bacci (un nome genovese, la contrazione di Giovanni Battista) Pagano, ci prende a braccetto e ci accompagna per la sua Genova, ratto dei carruggi pronto ad infilarsi nei remighi della città vecchia.

Nello svolgersi del romanzo chiama per nome ogni quartiere, ci mostra volti di una città da un passato nobile dove la borghesia ha lasciato i palazzi e le ville monumentali alle banche accontentandosi di abitare in edifici meno dispendiosi. “Tutto nello stile del vecchio proverbio genovese che suggerisce di mostrare il culo piuttosto che le palanche”.
Una Genova dei vecchi genovesi e di extracomunitari che oggi vi trovano rifugio. La Genova dei ricordi e la Genova attuale.
Una Genova di colori, del sole del mare e dei tramonti liguri.
Una Genova di pioggia fitta e sottile, che scivola sui tronchi contorti degli ulivi, dai rami carichi di frutti che si fanno scuri per l’umidità.
Una Genova dall’odore di rosmarino che impregna l’aria. E dalle focacce unte e fragranti.

Che importa della trama noir del libro, sì vabbè, ma è di Genova che tu intanto ti sei invaghito, e prima o poi ci capiterai.

... un po' randagi ci sentiamo noi, 5.0 out of 5 based on 70 ratings
5 febbraio 2008




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