Safari? Hakuna matata!

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Kenya, Tsavo east.

Safari
Voi safari lodge
Tsavo East
voilodge@kenya-safari.co.ke
Voyager safari camp
Tsavo West
info@heritagehotels.co.ke
Kenya

Se Lamu è il volto più antico e sorprendente del Kenya, il safari è di certo quello più conosciuto e spettacolare.

I leoni si amano, i bufali si prendono a cornate, le zebre zoppicano per le ferite subite sfuggendo ai predatori, le giraffe si puliscono le orecchie con dei tronchi d’albero mozzi e le scimmie si appollaiano sui termitai a mangiarsi, una a una, le formiche.

Nella savana il cielo è basso e immenso e le strade rosse. Qui dominano gli animali, siamo a casa loro e si capisce che il nostro pulmino è guardato con indifferenza se non con un certo fastidio.

Ma l’esperienza di spiare queasto mondo dall’interno è impagabile. Ci fa anche dimenticare il mal di schiena per i chilometri macinati lungo strade di terra.

Partiamo da Malindi con un viaggio di tre giorni organizzato da un’agenzia locale (ce ne sono a bizzeffe e l’offerta è variegata) e in poche ore raggiungiamo il parco nazionale dello Tsavo East. Elefanti e gazzelle ci passano davanti, le giraffe masai ci guardano dall’alto. I leoni non si curano di noi. Lo sguardo sempre al finestrino, l’incanto dei paesaggi, la meraviglia per le crudezze e le bellezze della natura.

Non paghi di fare gli spioni di giorno, partecipiamo a un safari notturno, per sorprendere i predatori a caccia. Non siamo fortunati con gli avvistamenti, le fiere fuggono alla vista delle luci dell’autovettura. Ma nel buio pesto della savana sembra quasi di sentire l’odore della lotta per la sopravvivenza.

La prima notte soggiorniamo al Voi safari lodge. Luogo elegante, dall’aria coloniale, dove le scimmie sono di casa. E la vista è spettacolare. Dai margini di una scarpata domina la piatta savana, punteggiata da due laghetti. Dalla finestra della nostra camera, all’alba, abbiamo potuto vedere elefanti e bufali che andavano a bere e a farsi il bagno.

Cambio giorno, cambio parco. Passiamo allo Tsavo West. La vegetazione diventa più variegata e avvistare animali selvatici più difficile. Sullo sfondo, imponente, spicca il Kilimangiaro.

Passiamo la seconda notte al Voyager safari camp. Tende in mezzo a una fitta vegetazione e a una pozza d’acqua frequentata da coccodrilli e ippopotami. Il contatto con la natura è più diretto. E non mancano i brividi di paura come quando una guida masai ci accompagna nei dintorni in un safari a piedi, mostrandoci dei coccodrilli. Troppo da vicino.

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19 Giugno 2007




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