2007 Odissea nello spaccio

Castel Romano Designer Outlet
Via Ponte de Picina Cupa, 64
Svincolo di Castel Romano
Roma
dal lunedì al giovedì,
dalle 10 alle 20
venerdì, sabato e domenica,
dalle 10 alle 21
Tel. +39 06 5050050
http://castelromano.mcarthurglen.it
Memo per il futuro:
evitare gli outlet di sabato pomeriggio
non portarci i bambini
portare con sé un puntuale elenco di cose da acquistare e di negozi da vedere
entrare tardi così da essere sicuri che l’ora di chiusura presto verrà a salvarci.
Noi queste cose le avevamo già presenti.
Ma ci siamo cascati ancora una volta: siamo andati in uno dei due outlet che circondano Roma (l’altro è Il Fashion district di Valmontone) di sabato pomeriggio, ben cinque ore prima della chiusura, con pargolo a seguito e la convinzione di concludere con facilità qualche ottimo affare.
Ci hanno buttato fuori alle 21. Il tramonto all’outlet di Castelromano non è particolarmente romantico, nonostante le fontane, le strade senza macchine e le casette basse che ricordano tanto una favola di Andersen.
Luoghi da favola, obiettivamente, ci sono. Le scarpe di Ferragamo, i tessuti di Etro, i vestitini per bimbi di Clayeux, i capi tecno di North Sails, la biancheria di Dolce e Gabbana (unico negozio con la body guard all’ingresso che spezza le code con effetto contagocce). Solo per citarne qualcuno. I negozi sono ben cento. Cento isole in cui perdersi.
E, rinunciando alle novità dell’ultima stagione, si risparmia rispetto ai negozi.
Ma non è tutto oro quello che luccica.
Preso atto che il disorientamento nei posti affollati può essere soggettivo, come si fa a capire qual è effettivamente il ribasso sulla merce che acquistiamo? Un cartello all’ingresso del centro promette sconti dal 30 al 70 per cento. Ma avete mai fatto caso al bisticcio di cifre sui cartellini della merce? Cancellature a biro, sovrascritture, sovrapposizioni di etichette. Una faticaccia risalire all’origine. E quando ci si riesce si comprende che lo sconto è quasi sempre più vicino al 30 che al 70 per cento.
Quando poi si trova un capo carino, manca il numero o la misura oppure ne è rimasto un unico esemplare in vetrina e la vetrina non si può smontare (perché no, a venti minuti dalla chiusura?)
E poi code ai camerini, bambini che scappano tra la folla, coppie che litigano, persone che si arrendono e si abbattano sulle panchine, immobili come statue di gesso e con lo sguardo perso, in attesa che qualcuno esca da un negozio.
Non era meglio andare al mare?
Post correlati:
Bimbo brandizzato? No bimbo colorato 




(38 voti, media: 4.92 di 5)














