Meglio le bocce in piazza del pranzo in terrazza

Le Saint Paul
Relais & Châteaux
86 Rue Grande
Saint Paul de Vence
Tel. +33 (0) 4 93 32 65 25
Fax +33 (0) 4 93 32 52 94
reservation@lesaintpaul.com
http://www.lesaintpaul.com
Saint Paul de Vence è un paesino arroccato alle spalle di Cagne sur Mer, tra Nizza e Antibes. Il paese ci accoglie all’interno delle sue mura fortificate da un unico accesso, con tanto di cannone. Saint Paul è nota, oltre che per il suo naturale fascino, per la Fondazione Maeght, per le numerose gallerie d’arte e atelier e per la sua pista delle Pétaque, le bocce. Qui giocavano Yves Montand e Lino Ventura, e oggi è ancora possibile giocare, o imparare a giocare con un maestro, nello spazio davanti al Cafè de la Place. Oppure semplicemente sedersi al cafè, verso sera, per godersi la scena. Saint Paul ha incantato Chagall, Matisse, Renoir, Gide, Cocteau, Prévert, Sartre e Simone de Beauvoir e si potrebbe continuare, potevamo noi restare indifferenti?
A Saint Paul de Vence abbiamo pranzato a Le Saint Paul.
Deliziosa la terrazza, intima, fiorita. Ancorché l’ambiente meriti, il ristorante è eccessivamente caro. Si, benché non tutti sposino la scuola della qualità a prezzi contenuti, non trovare in menu nulla a meno di 40 euro ci è parso stonato. Un secondo e un paio di bicchieri di vino per un totale di 75 euro a testa, troppo, anche per uno scenario così raccolto e gradevole. Il menu abbondava di ‘pesto alla genovese’, nel nostro caso servito come letto di una pescatrice con i funghi. Che dire, nulla di extraordinaire. Nemmeno nell’aperitivo, generosamente offerto, salsa di avocado e gazpacho.
Dietro a noi una comitiva di americani aprendo il menu esclama:
“Mi scusi, è sicuro che questo sia il menu del pranzo?”
Abbiamo abbandonato smorfie da europei raffinati e abbiamo apprezzato, perché noi, pur non avendolo domandato avremmo voluto manifestare un certo dissenso. Forse, come i giapponesi nella foto, vale la pena di limitarsi a una foto davanti all’insegna, certo non pranzateci se vi curate del rapporto qualità prezzo. Siamo sufficientemente esperti da distinguere tra qualcosa di ottimo (di cui potremmo tuttavia non cogliere appieno le qualità) e qualcosa di ordinario. Per importi così rilevanti dovremmo sfiorare per un attimo l’estasi, o comunque se il conto non è alla portata di tutti la perfezione nel piatto dovrebbe esserlo.
E poi, per queste cifre, potreste calarci la luna per pranzo?
Per strada abbiamo visto La Colombe d’Or, perché si può decidere di non badare a spese, e qui, il fascino del passato probabilmente aiuta. Ma questo è un altro post.
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