Architettura sacra e marmellata mistica: perchè Sanremo è Sanremo

Copyright Simonetta Castellazzi
Monastero del Carmelo di Sant’Elia
Via Padre Semeria
Sanremo
Tel. +39 0184 660470
Usciti dall’Autostrada dei Fiori, a Sanremo, scendendo verso la città si noterà una scritta: Monastero del Carmelo.
Qui le storie sono due: la prima parla di architettura sacra, di religione e di isolamento. Il Monastero, che si scorge anche da lontano, dalla strada, è opera di Gio Ponti, che termina l’edificio nel 1958. La Cappella è visitabile non solo in occasione delle funzioni religiose. L’edificio è immerso nel verde del giardino e dell’agrumeto. E qui comincia la seconda storia: le monache (26 ci dicono) producono dagli anni 60 una buona varietà di marmellate che un tempo vendevano loro proprio lì al monastero, ora invece si trovano in vendita in molti negozi della vicina città , si perché la legge non fa eccezioni per le carmelitane scalze.
Le marmellate sono ottime, vi consigliamo quella di arance (con le scorze), la confettura di sambuco, il cotto misto di prugne, liquirizia e rabarbaro e la confettura di rosa canina, ottima anche con i formaggi.
Chiedete a Sanremo, nelle panetterie, nei negozi di caramelle e dolci, molti ne sono forniti (ne ricordiamo uno proprio di fronte all’Ariston) ma, a parte la marmellata, fate un giro al monastero che lì il festival non arriva.
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