Pippi Calzelunghe e la capretta Festa. E chi ci torna al supermercato!

Copyright Simonetta Castellazzi
Azienda Agricola Il Boscasso
Località Boscasso
Ruino - Pavia
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Dalla stalla usciva quella che ci è parsa una melodia nordica, qualcosa di simile a Loreena Mckennitt, comunque siamo nell’ordine delle magie sonore. Il volume era veramente alto, eppure non l’avevamo sentito prima di superare il cancello dell’agriturismo, guidati lungo la strada dalla capra di legno che rappresenta il Boscasso. Ci siamo chiesti se fosse una sorta di musicoterapica, vuoi vedere che qualcuno ha dimostrato che i sofisticati ritmi celtici ben favoriscono il latticino caprino? No, Aldo ci precisa che quella è la sua di terapia.
Ad accoglierci la piccola Sofia, dallo sguardo furbo di Pippi Calzelunghe e allegra come Heidi (finché stava dal nonno, è chiaro), che ci porta nella stalla. Ci presenta Fedra, Fa Sol La, Frida, Fanny, Flora, Festa e Fragola, le sue caprette. Fiabesca la sequenza di F e subito domandiamo. Le capre ultime nate iniziano così, con la F. E a frugare nell’anagrafica scopriamo che Agorà è figlia di Tonta e Zico, Bomba e Brenda di Zucca e Zorro, mentre Bush con Uffa ha concepito Cabala, con Usmailò la piccola Calma.
Nessuno si sarebbe stupito se dal recinto avesse fatto capolino Pinocchio chiedendo la merenda.
Siamo venuti al Boscasso perché abbiamo sentito parlare dei formaggi che qui si producono seguendo le regole della tradizione ed è Chiara che ce li descrive e ci aiuta a sceglierli. Così tra un Latteinpiedi (da ordinare il giorno prima), un tomo ai semi di finocchio, un caprino in foglia di noce e uno in foglia di castagno ci racconta la sua storia, di quando una ventina di anni fa lei e Aldo hanno comprato la prima capra e da Milano sono arrivati qui cambiando vita. Chiara dice che non sapevano nulla della produzione dei formaggi e tanto meno dell’allevamento delle capre.
Scopriamo che il sabato sera e la domenica per pranzo Chiara cucina un menu vegetariano (meglio prenotare) e che volendo si può dormire qui perché in un’ala della vecchia cascina è stato ricavato un appartamento indipendente. In zona c’è molto da vedere e po ci si può semplicemente perdere tra le colline.
Una volta rientrati lo possiamo confermare, i formaggi sono davvero ottimi ed è un peccato che le mostarde si possano gustare solo lì e non siano in vendita. Torneremo a suggerire alla piccola Sofia i nostri nomi preferiti: Giosta, Geslo, Giasone, Gigliola. Certo, tutti quanti con la G!
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