Prato Gaio

6 December 2007
vota questo post (42 voti, media: 4.79 di 5)
Loading ... Loading ...

Pavia, Frazione Versa di Montecalvo Versiggia, Prato Gaio.

Prato Gaio
Frazione Versa di Montecalvo Versiggia (bivio per Volpara)
Pavia
Tel. +39 0385 99726
http://www.ristorantepratogaio.it

3 piatti di salumi dell’Oltrepo
1 cotechino con crocchette di riso
1 zuppa di zucca con le aringhe
3 porzioni di ravioli di stufato con sugo di stufato
1 di ravioli al burro e 1 alla zucca
1 anatra ripiena con salsa verde e mostarda di Voghera
2 torte di pere, cioccolata calda fondente e gelato al fior di latte
1 salame al cioccolato con gelato all’arancia
1 zuppetta tiepida di cachi con gelato alla cannella
5 caffé
1 bottiglia di Buttafuoco di Picchioni (cantina dell’Oltrepo)
2 di acqua

Eravamo in cinque, quattro facilmente saziabili uno un po’ meno. L’occasione da festeggiare, il luogo un po’ da Cresima anni settanta ci sembrava adatto. Niente turisti, solo coppie di locali fuori per il pranzo della domenica. Un gran bancone da bar all’ingresso, come si usava una volta.
Gentilezza e cortesia e, perché no, un insolito (gradevole) silenzio.
Come a casa della zia in campagna.
Trenta euro. Tutto delizioso (l’anatra in particolare ci dicono). Ci sembrava da raccontare.

Sul sito sono segnalati weekend di bolliti, trippa e bagnetto. Stay tuned!







6 Risposte a “Prato Gaio”

  1. ella scrive:

    Sono stata al Prato Gaio per pranzo, un sabato. Ho assaggiato una zuppa di cipolle con il baccalà deliziosa e prima, delle frittelle con erba cipollina, indimenticabili.
    Il vino, prodotto nella zona, di cui non ricordo il nome, caro ma meritevole. Offerto in bottiglia da mezzo litro, con autentica attenzione.
    Lo raccomando a tutti.
    35 euro a testa ma decisamente ben spesi!

  2. Roberta scrive:

    Per Ella e per quant’altri vogliano deliziarsi in Oltrepò, non dimenticate il nome del vino bevuto: annotate tutto e guardatevi in giro. Dietro l’angolo si trova l’azienda che l’ha prodotto. A buon prezzo e per certo meno caro del servito à la carte.

    un cordiale saluto da roberta (oltrepadana… dop)

  3. Tempesta scrive:

    Cara Roberta,
    poichè anch’io talvolta sono tra quelli che non segnano, ci potresti dare qualche gentile suggerimento…:)
    grazie
    Tempesta

  4. Roberta scrive:

    Caro Tempesta, come ben saprai i consigli sono sempre ben accetti per chi li riceve, ma assai ardui per chi li deve dispensare…
    Sottrarmi non è nelle mie corde.
    Così ti verso due nomi, come due sorsi di vino buono.
    Il primo lo degusti nell’Azienda Cà del Gè a Montalto Pavese.
    Già il luogo merita un viaggio: dalla terrazza di casa, il ‘Beppe’ Padroggi guarda tutte le sue vigne, le chiama per nome, le conosce ad una ad una.
    Perché lui non è un ‘wine-maker’, ma un contadino che pigia l’uva.
    E se ne intende. Tanto da farne vini buoni: bianchi, rossi, fermi, spumantizzati e passiti, che lui già faceva quando non erano ancora di gran moda. Li faceva. Punto. Perché così gli piaceva.
    L’altro nome, sempre nel ‘feudo’ di Montalto, è però più dappresso l’aria di Prato Gaio, alla fine di quella valle dello ’scuro passo’ il cui nome rende giustizia al posto.
    Ma se il paesaggio non rasserena gli animi, il terreno qui è la morte dei vini rossi. Li troverai all’azienda Cà del Santo a Campolungo.
    Lui, il vignaiolo, è sì un ‘wine-maker’, a testimoniare che la scienza con l’esperienza sa dare anche buoni frutti e buoni vini…

  5. Tempesta scrive:

    Grazie Roberta,
    che col tuo scritto mi hai dato due ragioni per tornare tra le tue colline.
    Ti farò sapere, di certo
    Tempesta

  6. Mauro scrive:

    Brava Roberta! Sei un tipo tosto, un peccato non poterti conoscere di persona. La tua preparazione legata al tuo entusiasmo dicono a chiari toni che sei una persona molto interessante. I miei complimenti per tutti i suggerimenti dispensati, sopratutto quello di andare personalmente a cercare un vino degustato e apprezzato al ristorante.
    A riguardo del Prato Gaio, meta dei miei pellegrinaggi in Oltrepò da oltre vent’anni, non posso che sottoscrivere tutti gli elogi e gli apprezzamenti. Giorgio il patron (che brutta parola ma è per intenderci) con passione e competenza (come Roberta) declama il vino che vi sta’ servendo come se l’avesse fatto lui, spiega come e perchè quel tal piatto è legato a quella terra e alle sue tradizioni col trasporto e l’enfasi di un appassionato. Un piacere da concedersi, va’…

Lascia un commento