Le Due Colonne [6.6]

Le Due Colonne
Osteria tipica - Vineria
Albignano d’Adda, Milano
Tel. +39 02 9583025
http://www.osteriaduecolonne.it
Intanto devi essere disponibile a dipanarti lungo un paio di miliardi di rotatorie sparse lungo l’interminabile statale tagliata via nella pianurka rivoltana. E poi devi essere disponibile a guardarti attorno nello stupefacente fuori-scala di questo palazzo nitidamente neoclassico con il frontone triangolare e la citazione prorpia di un pronao profanato dall’ingresso peraltro discreto dell’Osteria in discorso. Ma non basta, perchè il crocile antistante ricorda proprio da vicino i barocchissimi quattro canti di Palermo, con le facciate concave. Certo, in piccolo, ma a quel punto i tuoi sistemi di riferimento saranno già di fulminati, e potrai solo passare alle consumazioni.
Alle Colonne ti accolgono come se aspettassero solo te, e ti fanno accomodare sotto il folgorate cielo di taffetà. Pareti dipinte decò e servizio svelto e informale: ma quando conta la patronne vuota via con nonchalance una bottiglia - e non di primo prezzo - che “non le piace” e ti farà bene al cuore. Perchè sono questi i gesti che ti fanno amare una Casa forse più che altro.
La carta è ricca e variata. C’è una proposta di Tre lardi - Pata Negra, Cinta e Arnad - con il castagnaccio che da sola vale il viaggio. C’è la rarissima cervella fritta con zucchine croccanti: asciutta e squillante fuori, morbida dentro, oltre a ottimi salumi.
Tra i primi: risotto al castelmagno con “due gocce di prosecco”, corretto, e quello con zucca e foie gras. Ci sono anche gli scombinati ravioli di capriolo con fondente di radicchio e sciroppo di mirtillo e barbera, che invece non funzionano nella composizione e nell’esecuzione. Da provare i tagliolini con il baccalà e i cannelloni verdi di porcini e spinaci.
Ma è al capitolo carnivoro che potrai serenamente dedicarti: tagliate, filetto e costate di tagli sceltissimi - fassone, angus, puledro - e la sontuosa, compatta e morbidissima, succulenta Prussiana alla griglia, eseguita con una cura che rasenta la perfezione.
Se avanzi ancora quel che di appetito potrai capofiggerti sui dolci: l’ineluttabile tortino al cioccolato - che risulterà poi discretamente riuscito - e il più tradizionale salame di cioccolato. Vini a bicchiere in coppia.
Si diceva della cantina: ampia, curata, scelta e pensata. Molte etichette interessanti, anche in grande formato, con cartellini encomiabili. Poca prosopopea nella presentazione e lo gradirai.
L’ambiente è “caldo”: più adatto ad una cena in compagnia che ad una morosata a lume di candela.
Addizione umana: 35euri è il conto di una serena sazietà. Ci sono un paio di menù: il bollito “sette tagli” da 15 e il “manù del giovedì sera (minimo per due)” da 25euri, che pare temibile per impegno già nella ragione sociale.
Una sosta piacevole, una serata scorrevole.




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