Papiri che scaldano il cuore

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Ci siamo tornatiRoma, Papyrus Café - Knit Café.
Il Papyrus Café è in continuo fermento. Tra le iniziative ve ne segnaliamo
una che ci è parsa originale, visto il locale: fare la maglia. Uncinetto e ferri sono tornati di moda, soprattutto da quando ci si sono cimentate star di Hollywood nelle pause tra una ripresa e un’altra. Se non siete state scritturate per una parte e abitate a Roma, l’ora della calzetta al Papyrus, tra un libro e un tè e soprattutto in compagnia, è il sabato dalle 17 alle 18.30. Prossimo appuntamento il 23 febbraio. Occorre iscriversi via email scrivendo a info@papyruscafe.com (10 euro consumazione compresa).

Roma, Papyrus Café.

Papyrus Café
Via De Lucchesi 28
Tel. +39 06 6990949
Aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 23.00
http://www.papyruscafe.com

Provato il 21 dicembre 2007

La prima volta che ci siamo andati, su consiglio di un’amica, abbiamo sbagliato giorno. Ce ne siamo accorti quando alla cassa ci hanno guardato stralunati perché abbiamo chiesto di pagare la consumazione al bar. Eravamo nel mezzo di una festa di compleanno e non ce n’eravamo accorti. Abbiamo capito perché tutti erano così gentili e ci salutavano.

Ci siamo tornati dopo qualche giorno. E abbiamo scoperto che in realtà il garbo e la cortesia sono le cifre stilistiche di questo caffè/libreria in un’unica soluzione, gestito amorevolmente da una squadra cosmopolita. L’idea è di Mohammed, egiziano, che prima si occupava di un’enoteca sempre nella zona della Fontana di Trevi. Non amava l’associazione egiziano-pizzeria e sognava di unire buon cibo a piacevole letteratura. E così ha fatto. L’anima letteraria di Papyrus Café ha il volto di un siciliano, mentre la regina delle scelte culinarie è cilena. Un bel mix per un locale che ha aperto i battenti da appena tre mesi e già è costretto a consigliare di prenotare per pranzo e cena perché si fatica a trovare posto.

L’ambiente è accogliente, caldo, non solo per le pareti color ocra e le abat-jour sui tavolini. La cucina è semplice, per scelta non caratterizzate etnicamente, anche se prevede qualche piatto non di tradizione italiana, e si esprime in un menu che non ha pace, cambia di continuo, e in piatti curati anche nella forma. Si servono colazioni, pranzi, cene e, il sabato e la domenica, brunch. Alle pareti ci sono scaffali che ospitano i libri di quattro case editrici, per scelta tutte piccole e romane (Edizioni E/O, Nutrimenti, Nottetempo, Minimum Fax). Ridurre il campo, ci spiegano, permette di consigliare con maggiore competenza i clienti alla ricerca di un libro per sé o da regalare.

Ciò che scalda il cuore, entrando in questo luogo nel centro di Roma, è proprio il rapporto diretto ed esclusivo con il cliente. Che debba prendere un tè, cercare un volume o chiedere un’informazione, chiunque varchi la porta si sente confortato. Se ne volete conoscere la vera anima andateci il sabato o la domenica, quando non ci sono eventi in corso, sedetevi a un tavolino della prima o della seconda sala, scegliete qualcosa da leggere, ordinate qualcosa da bere e, finalmente, rilassatevi.

Ve lo raccomandiamo sinceramente.

(Per verità di cronaca il giorno della festa di compleanno cui non eravamo stati invitati, abbiamo pagato la consumazione e, giurin giuretto, non abbiamo attinto al buffet. E auguri al festeggiato).

Roma, Papyrus Café. Roma, Papyrus Café. Roma, Papyrus Café. Roma, Papyrus Café. Roma, Papyrus Café. Roma, Papyrus Café. Roma, Papyrus Café.

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16 Febbraio 2008




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