Molto Parioli

Molto
Viale Parioli, 122
Roma
Lunedì chiuso
Tel. +39 06 8082900
info@moltoitaliano.it
http://www.moltoitaliano.it
Per chi rimane a Roma di domenica mattina e non è coinvolto nelle fughe di massa fuori porta rimane una carta da giocare: quella dei brunch. Una formula che ci è sempre parsa furbissima proprio perché ha istituzionalizzato la libera commistione di colazione e pranzo, dolce e salato, pesce e tè, uova strapazzate e frutta, spremute e pane.
Domenica scorsa abbiamo provato il brunch di Molto.
Ristorante pariolino, e non potrebbe essere diversamente. Perché si trova su viale Parioli, ma anche per una sensazione di cura della forma, cortesia e diffusa bellezza che si riverbera dagli ambienti alle divise del personale al personale stesso. Con in più un pizzico di aria vagamente internazionale.L’impressione è questa, osservando l’ambiente elegante, severamente raffinato, ampio, arredato in ferro, legno, ardesia. Gli interni sono scuri, in parte temperati dalla luce di porte-finestre, che danno su un’ampia terrazza esterna. Quando ci siamo stati noi faceva troppo freddo per uscire, ma è facile indovinare che la terrazza sia il luogo più piacevole, in estate, per consumare un pasto, anche perché accoglie un giardino terrazzato, una sorta di orto da cui i cuochi del locale (Franco Del Min e Paolo Castrignano) attingono erbe officinali. Dentro, i tavoli sono in ferro verniciati di nero, ci sono scaffali alle pareti per accogliere vini, libri di ristorazione e una selezione di conserve e cioccolato e alle pareti spiccano litografie in bianco e nero. Al centro c’è un girarrosto e parte della cucina, in acciaio, a vista.
Il brunch (30 euro a testa, 15 per i bambini, consigliata la prenotazione) si anima intorno alle 13. La scelta, variegata, è tutta di cucina italiana. Propone, tra l’altro, pasta, carne, pesce, verdure, uova, insalate pregiate, dolci e frutta. Noi abbiamo costretto sullo stesso piatto cous cous alle verdure con salmone, calamari e totani fritti, insalata di mozzarelle di bufala e pomodori secchi; quindi ci siamo lanciati sui dolci: panna cotta con frutti di bosco e sacher torte, tanto per gradire. E poi, tazze e tazze di tè.
Brunch da consigliare a chi gradisce modi garbati, eleganza soffusa e un buffet curato cui attingere senza sgomitare. In attesa che qualche locali s’inventi anche una sana cerenda e ci risolva anche la domenica sera prelavorativa.
Tag: brunch, ristorante
















