Esortazione alla cucina: da Aristotele alla Maccaronara

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Heston Blumenthal | Gordon Ramsay - Courtesy Paul Raeside.

http://www.gordonramsay.com
http://www.fatduck.co.uk

Accendi la tv a qualunque ora, non serve scanalare a lungo per finire su ingredienti, mise en place, visi noti o emergenti. Sono loro le nuove icone, hanno scalzato le supermodel con abilità, gusto, professionalità. Signori, è di scena la bellezza, nel piatto!

Già ce lo insegna Gualtiero Marchesi nel suo Codice citando da Ippocrate a Socrate e celebrando Armonia, Bellezza, Civiltà, Colore, Genio, Invenzione, Leggerezza, Mito, Territorio, Tradizione, Verità, Semplicità. Idee e parole a chiarire l’essenza di una nuova Arte Liberale, la cucina.

Ma lasciando l’Olimpo molto si trova, fra coloro che ancora seguono il maestro nel giardino del Liceo o che lo riconoscono ma non lo seguono più.

The F Word di Gordon Ramsay. Picture from Channel4.com. Restaurant Gordon Ramsay, Londra. Courtesy Paul Raeside, http://paulraeside.com. Gordon Ramsay. Courtesy Paul Raeside, http://paulraeside.com. Heston Blumenthal. Simone Rugiati.

Di maestri sempre si parla perché poco meno di un anno fa girava sul web la lezione di Fulvio Pierangelini tenuta alla Facoltà di Scienze Gastronomiche dell’Università di Parma, sulla filosofia degli spaghetti al pomodoro. Per quei rozzi che non lo sapessero, il Gambero Rosso è il ristorante di Mastro Fulvio, a San Vincenzo e in Paradiso ci sono solo 20 posti (non abbiamo trovato tracce del sito del locale e questo merita un applauso).

Continuiamo con i maestri, con Gordon Ramsay, faccia stropicciata, aria aggressiva, titolare di una quantità imbarazzante di ristoranti a Londra (e di 3 stelle Michelins nel 2001).
Lui, con la stessa fermezza di Pai Mei, istruisce questa volta non la deliziosa bionda Sposa di Kill Bill ma ex stelle (è proprio il caso di dirlo) del firmamento della ristorazione, decadute. Il programma, un format a metà fra reality e incontro di wrestling, è Cucine da Incubo. Gordon corre in soccorso a ristoratori sprovveduti e spesso confusi, li perseguita, osserva, corregge, scuote e soprattutto li insulta, poi una volta messi di fronte a tutti i loro patetici insuccessi, li aiuta a riprendersi. Nel programma non si impara a cucinare ma si intuisce quando può essere complesso farlo.
Un esempio qui

YouTube Preview Image

Potremmo mai dimenticare Heston Blumenthal e il suo The Fat Duck che, qualora foste interessati, attualmente annuncia in apertura sito:

On Saturday 19th April we will be hosting a special wine evening in collaboration with Gaja.
For further information please contact our Reservation Team on 01628 580333
Tickets cost £550 per person.

Blumenthal, l’artista, l’alchimista. Lui che parla di cucina molecolare parlando dei Re Magi ed emozioni. All’ultima edizione di Identità Golose ha sorpreso la folla e il suo intervento, nel bene e nel male è stato il più scenografico. Suggestioni, tentativi di trasporre nei cibi ricordi di profumi della prima infanzia o di misture di profumi incomprensibili ai più: odore di zio che fuma la pipa la vigilia di Natale, in montagna, su una poltrona di pelle consunta accanto al camino.
L’affascinante e criptico Heston ha invitato tutti i presenti a recuperare sotto la propria poltrona una piccola busta, che con tanto di ceralacca proteggeva un dischetto (una piccola ostia) da annusare: odore di bambino nella mangiatoia.

Grande! Artista, attore, illusionista forse, oltre che proprietario del miglior ristorante di Londra, ma qui ci limitiamo a riportare. Qui il suo spazio di ricerca della perfezione.

Noi vorremmo chiudere, consapevoli di aver divagato senza ordine tralasciando i più, con il nostro Simone Rugiati che troviamo chef affannato su Gambero Rosso Channel, dove con leggerezza e fantasia infondo riporta la cucina oltre lo schermo, sulle tavole degli spettatori, sfamando in 10 minuti 10 single affaccendati e… non solo.

E si potrebbe continuare con gli sbotti (condivisi) di Vissani o le foto del piccolo Cavallaro.

Questo il favoloso mondo della kitchen culture, Naomi, vestiti che l’azoto liquido è freddo.

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26 Marzo 2008




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