Sogni, destini, amori e vendette a Venaria

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Torino, Reggia di Venaria Reale. I giardini.

“La Reggia di Venaria e i Savoia.
Arte, magnificenza e storia di una corte europea”

Fino all’11 maggio 2008
Reggia di Venaria Reale
Venaria Reale
Torino
Tel. +39 011 4992333
http://www.lavenaria.it/index.shtml

Ho letto il pezzo su Venaria Reale, e subito mi sono emozionata.
Io ci sono stata giusto una settimana prima di Pasqua.
Non sapevo cosa attendermi, tutte le persone con cui parlavo, avevano da darmi commenti sibillini bellissima oppure deludente.
Ma cosa volevano dire?
Che presi dal tam tam pubblicitario, si avvicinavano a qualcosa e forse non riuscivano nemmeno tanto bene loro a tradurre le proprie emozioni in parole, o anche ad avere emozioni proprie.

Venaria è in fondo un contenitore vuoto, come casa di caccia è stata dismessa quasi subito dai Savoia, che si sono portati via, armi e bagagli quasi tutto, e l’hanno abbandonata a destini differenti.
Nel frattempo ben quattro furono gli architetti che ci misero le mani per trasformarla in un gioiello reale.

Io ho avuto la fortuna di unirmi ad un gruppo organizzato, e godere del racconto e dell’entusiasmo di una guida, che ha avuto la bravura di mettere in quei posti, sogni, destini, amori, vendette, di farci vedere nei dipinti i particolari che raccontavano un carattere, una storia, un matrimonio, una vita.
La mostra di quadri ed altri oggetti accompagnano il visitatore attraverso la storia d’Italia. Il primo ritratto è di quel marchese che varcò le alpi incuriosito da quel che poteva trovare dall’altra parte, i ritratti dei vari re, e madame, ci raccontano come siamo diventati ciò che siamo ora.
Noi tanto ci ricordiamo di quel re che ci svendette a un dittatore, che ci portò alla rovina con la sua mollezza, ma prima di allora, proprio qui a Venaria Reale riusciamo a capire e a sentirci parte di un disegno lungo mille anni.

Già, concordo appieno con la nostra amica, quando chiuderà i battenti la mostra, sicuramente verrà a mancare in parte la capacità di trasmetterci quello spirito di grandezza che invece appartiene anche a questo luogo.

In effetti in molti si sono prestati a raccontare la storia di corte nel film proiettato nelle varie sale. Molte le voci che riecheggiano, io ho riconosciuto per esempio, la Littizzetto, la Muti e Giulio Base.
Grandi attori, per una grande storia.
Di una casina di caccia, e di una Italia intera.

Queste le mie emozioni.
Sono contenta di avere potuto specchiarmi nel racconto delle emozioni di la pavesina.

E poi, dopo avere visto i ritratti della Madama Giovanna, ho potuto fare visita a Palazzo Madama di Torino, che sicuramente vale una visita da solo per quanto in esso di meraviglioso racchiuso.

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22 Aprile 2008




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