Una piazza, cento sapori

4 May 2008
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Ci siamo tornati
Hang Zhou
Via San Martino ai Monti, 33/c
Tel. +39 06 4872732
Passavamo da piazza Vittorio all’ora di pranzo e ne abbiamo approfittato per precipitarci ad occupare uno dei tavolini di Sonia Hang Zhou prima dell’ora di punta. Abbiamo mangiato, e raccomandiamo, delicatissimi ravioli al vapore di carne e verdure, involtini primavera non fritti e spaghetti (davvero) croccanti. Servizio veloce e prezzi contenuti. Ma quello che più ha attirato la nostra attenzione è stata la carrellata di fotografie di celebrities che popolano le pareti del locale: Sonia abbracciata a Valeria Golino, Sonia abbarbicata alla Bellucci, Sonia testa a testa con Catherine Spaak, Sonia tra le braccia di Scamarcio, Sonia accostata a Nanni Moretti,… E Sonia era lì, basco e short pants, che serviva sorridente ai tavoli, pronta per essere immortalata con il prossimo vip.

Roma, portici di piazza Vittorio.

Mercato rionale di piazza Vittorio
(dal lunedí al sabato)

Shawarma station
Via Merulana 271

Panella, l’arte del pane
Via Merulana 54

Hang Zhou (meglio conosciuto come Sonia)
Via San Martino ai Monti, 33/c
Tel. +39 06 4872732

Piazza Vittorio (all’anagrafe Piazza Vittorio Emanuele II) è il cuore cosmopolita di Roma. Basta sbucare fuori dalla metropolitana per rendersi conto di quanta parte d’Africa e d’Oriente popoli questo luogo che, di primo acchito, ricorda una piovosa città del nord, per via di quella lunga fila di portici che corre sui quattro lati a corredo di imponenti palazzi umbertini. Se la vista si è abituata ai numerosi negozi di vestiti e supermercatini con gestori e commessi e merce cinese, fa ancora un certo effetto ascoltare studenti cinesi parlare e scherzare in romanesco stretto. In questo caleidoscopico mondo rimangono uguali a se stessi, a dispetto dell’avanzare dei decenni, solo i mitici magazzini Mas. Vetrine impolverate, commesse in divisa retrò ipertruccate, un allestimento di vestiario talmente variegato e trash (a volte solo vecchio) da attirare giovani attori in cerca di costumi di scena.

Roma, piazza Vittorio. Roma, piazza Vittorio. Roma, resti archeologici nel giardino di piazza Vittorio. Roma, giardini di piazza Vittorio. Roma, piazza Vittorio, Mas. Roma, piazza Vittorio, vetrina di Mas. Roma, Panella. Roma, Sonia Hang Zhou. Roma, Shawarma station.

Piazza Vittorio, in un mite sabato autunnale, oltre al piacere di una passeggiata offre più di un tesoro.

Il mercato rionale, ad esempio. Una volta occupava il centro della piazza (da pochi anni spazio “recuperato”, una volta qui c’era un giardino di platani, cedri del Libano, magnolie e palme di Bordighera). Si è spostato di poco e ora è al chiuso. Entrate, è uno spettacolo di colori e profumi e suoni che rispecchia nei cibi le componenti etniche del quartiere. Frutta esotica, banchi con una varietà sorprendente di spezie, aromi, riso, orzo, fagioli, semola. E dietro ai banchi venditori indiani o orientali che vi interpellano con il romanissimo “Digaaaa”. Molto ampio anche il reparto del pesce, dicono fresco, ma noi non l’abbiamo mai preso e quindi non sapremmo dirvi.

A un passo dalla piazza poi c’è Panella. L’attenzione con cui qui si preparano e propongono i prodotti da forno (pane, pizza bianca, ciriole, dolci vari, ad esempio) si capisce già solo guardando la cura per il dettaglio con cui viene allestita la vetrina. E dalla folla che il sabato mattina popola questa lussuosa bottega. I prezzi sono elevati, ma se ne capisce la ragione. Provate a prendere il pane siciliano o quello con le patate. Durerà più e più giorni, a differenza di altro pane che già il giorno dopo l’acquisto diventa immangiabile.

Infine se vi trattenete in zona fino all’ora di pranzo vi consigliamo due posti. Il ristorante cinese Sonia Hang Zhou è noto ai gourmet e infatti segnalato in più guide. È piccolo piccolo, con i tavoli appiccicati e non è possibile prenotare per cena. Per pranzo, se non siete in gruppo riuscirete a trovare posto. Altrimenti non rimane che fare la fila. Vi lasciamo alla letture delle guide per scoprirne le qualità (esempio: Gambero Rosso). Ci basti dire che è uno dei pochi ristoranti cinesi in cui siamo stati che non ci abbia regalato bruciori di stomaco e mal di testa.

Meno conosciuto ma altrettanto invitante è la Shawarma station nella via Merulana di gaddiana memoria. È una tavola calda egiziana, abbastanza rustica, per intenderci va bene per pranzi veloci e d’asporto non per una cena romantica per due. Ma se amate la cucina araba qui vi troverete bene. Kebab, falafel, insalata di prezzemolo, riso giallo con mandorle e aromi. Tutto condito con pane arabo. La carne è buona, cotta al punto giusto, le salse di ceci deliziose. Va bene anche da asporto (ma nel senso che voi andate, ordinate e portate a casa. Loro vi aiutano impacchettando bene i cibi. A prova di motorino). Spendendo relativamente poco potete organizzare un pranzo etnico a casa di tutto rispetto.

Piazza Vittorio è il posto in cui andare se avete nostalgia di un paese orientale, di un tocco di Cina, di un pezzo d’Africa oppure se semplicemente la città comincia a starvi stretta e avete bisogno di respirare. È il luogo di nascita e di abitazione di un gruppo musicale sorprendente, l’Orchestra di Piazza Vittorio. Se vi incuriosisce ma abitate lontano provate a leggere “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio” dell’algerino Amara Lakhous (edizioni E/O). Vi introdurrà nell’atmosfera.







3 Risposte a “Una piazza, cento sapori”

  1. dina mariotti scrive:

    Ciao, sono un’insegnante e per la “settimana della lingua italiana” che si terrà in Argentina devo fare una monografia su questo tema “L’italiano in Piazza”
    Siccome mi è piaciuta la descrizione fatta di Piazza Vittorio cerco di immaginare come si mescolano le lingue degli immigranti con l’italiano, ma non riesco a spiegarmi cosa ne esce. Potete aiutarmi?

  2. mariolina scrive:

    da segnalare, per i curiosi, che nell’angolo del parco, quasi nascosta c’è la famosa “porta magica”, di cui trovi descrizione in un capitolo del libro 101 cose da fare.
    In effetti sono andata a cercarmela, e ti viene infatti da domandare perchè sia così nascosta, quasi che qualcosa di vero, di importante ci sia davvero, nei poteri esoterici e storie da leggenda. Chissà…

    in quanto a MAS, ti senti una bambina a girovagare tra i cassoni e gli scaffali in cerca dell’occasione, trovando i giochi di quando eri piccola da regalare ai tuoi figli a prezzo estremamente modico.

  3. mariolina scrive:

    ho letto “scontro di Civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio”,
    entusiasta della gita a Roma e dei tuoi consigli.
    è un libro breve, già dalla prima pagina, divertentissima, mi sono trovata immersa in un mondo differente.
    a volte troppo spesso giudicato male.
    mi ha aiutato molto a superare pregiudizi e preconcetti, oltre che a capire qualcosa in più dell’orgogliosa identità delle razze.
    da leggere e anche da regalare.
    grazie anche di questo consiglio.

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