Biot

Fiori e annaffiatoi: due passi nell’arrière-pays

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Biot, La Verrerie de Biot.

Biot
Se ci andate di giovedì alle 15 parte una visita guidata gratuita dall’Ufficio del Turismo proprio all’inizio del Paese. Per informazioni Tel. 04 93657800

Musée National Fernand Léger
Chemin du Val de Pome
Biot
Tel. 04 92 91 50 30
http://www.musee-fernandleger.fr
Attenzione
Il museo è chiuso e non si sa quando riaprirà .

Biot è uno di quei luoghi che quando ci arrivi ti pare di esserci già stato, il piccolo villaggio alle spalle di Antibes sembra costruito intorno all’immaginario della Provenza, tutti i balconi e gli ingressi delle abitazioni sono fioriti, gli annaffiatoi un po’ arrugginiti, i sottovasi sbeccati e le porte piccole, colorate e laccate. Niente di banale, diremmo piuttosto che non tradisce le aspettative.

Provenza, Biot. Provenza, Biot. Provenza, Biot. Provenza, Biot. Provenza, Biot. Provenza, Biot. Provenza, Biot. Provenza, Biot. Provenza, Biot.

Noi ci siamo stati per via del museo a un paio di chilometri dal villaggio, il Museo Fernand Léger ma sfortunatamente è ancora chiuso per lavori. Così abbiamo giusto intravisto il grande mosaico in ceramica sulla facciata della costruzione, nessuna dichiarazione su una prossima apertura né sulla cancellata né sul sito.

Svoltiamo e andiamo in paese.

Se ci avessimo visto passeggiare Daniel Auteuil dunque, nessuna sorpresa (forse il finale in tragedia, a pensarci). Biot, si sviluppa a vie strette, tutta in sali scendi. Primo feudo dei Templari e poi dei Cavalieri di Malta, il paesino dopo guerre e pestilenze è stato ricostruito nel 1470. Qui si cammina, ci si guarda intorno con tutta calma e ci si perde, fino a raggiungere la Chiesa di Santa Maria Maddalena, inaspettata, incassata com’è tra gli edifici intorno.

Biot è piena di atelier di maestri vetrai che, dopo il fondatore de La Verrerie de Biot Eloi Monod, hanno aperto la loro attività qui e le creazioni in vetro soffiato si vedono ovunque in paese.

La Verrerie varrebbe una visita (magari dopo aver visto il sito, esaustivo in prodotti e prezzi), anche solo per rubare qualche immagine quando un oggetto prende vita, ma noi non ci siamo stati perché dopo la delusione del museo abbiamo preferito impiegare il tempo al tavolo di una creperie, poiché anche questa è tradizione e creatività , n’est pas?

CONTINUA…

Noi non sapevamo che:
poco prima di Biot si costeggia Sophia Antipolis ci siamo interrogati sul nome ma non ne sapevamo nulla. Abbiamo scoperto che è un parco tecnologico fondato nel 1960 da Pierre Laffitte (Sophia come la moglie di Laffitte e Antipolis come Antibes). Il parco ospita numerose aziende che operano nel settore ed è la sede europea del W3C. L’area è estesa ma le costruzioni appena si scorgono, probabilmente l’unico modo per visitarlo è partecipare a uno degli eventi che di tanto in tanto vi si tengono.

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5 Maggio 2008




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