Biot, la Crèperie du vieux village

Ça c’est la crêpe de tous le monde…

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Provenza. Biot, Crêperie du vieux village, Christel e Delphine.

Crêperie du vieux village
2 Rue St Sebastien
Biot


Spiega Christel e sorride con quell’aria un po’ sfrontata, un po’ francese.
Ma cominciamo dall’inizio.
Eravamo a Biot una di quelle volte che non vuoi andare al ristorante, quello convenzionale. Senza seguire altro che un esercitato istinto, abbiamo sbirciato questo locale, piccolo e attraente, otto tavoli, una ventina di posti e via.

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Il menu, a parte le pietanze, suggerisce di ordinare tutto subito o ti toccherà aspettare, perché niente viene preparato con anticipo e la contemporaneità richiede pazienza. In menu la storia di Biot e delle crêpe e poi il menu, bien sûr (tra le voci omelette e insalate).

Delphine si avvicina e ci domanda cosa desideriamo, scegliamo una crêpe provenzale, con spezie e tapenade (le cipolle ci sembrano davvero minacciose) e una detta pantagruel che promette camembert, pancetta, prosciutto, gruviera e caprino. Una crepe sacra al cioccolato e una profana, alla nutella.
Le prime arrivano e noi le fotografiamo. Christel sbuca dal suo altare con fare sagace e ci domanda ‘Giapponesi?’. Ci difendiamo ‘C’è una ragione per le foto!’ e lei pronta ‘C’è sempre una ragione’. Che sia la lingua suadente o la sua espressione sfacciata, questa donna ci piace è deciso.

Le domandiamo dettagli e lei, armeggiando come un’artista coi colori, con autorevolezza piena, ci parla dei suoi segreti, di come trasforma, la cràªpe de tous le monde nella sua, ora, qui, così. Con la conoscenza dell’attimo giusto, con un gesto inventato, l’abile giocoliera trasforma il comune impasto in qualcosa di esclusivo, da vedere e gustare.
Mai delle crêpe ci sono sembrate così deliziose, non sappiamo davvero cosa produca l’effetto, che sia il sapore, l’espediente di scottarle su un’altra piastra dopo quella più comune, la qualità degli ingredienti, le tovaglie, i fiori o le lavagnette appese a raccontare alternative, non sappiamo come ma l’incantesimo si compie e il risultato non è banale, è ricercato senza orpelli.
E quando arrivano quelle dolci, si torna piccoli (che le crêpe, in tavola magari come soluzione improvvisata, fanno sempre domenica). Qualcuno fra noi ha optato per una full optional: nutella, gelato e panna (come dire, calorie a sufficienza da qui a Natale). L’esperienza ti appaga e la paga è giusta, 20 euro, pochi centesimi a caloria!

Intorno famiglie e bambini alla nutella.

Entra un artista vetraio di Vence e Christel improvvisa uno spot verso il pubblico, poi ci mostra i messaggi che espone tipo ‘ci vediamo verso sera’ oppure un vezzoso ‘à demain’, e poi ci salutiamo, con l’entusiasmo e la leggerezza che ti fa pensare che sarebbe bello se Christel e Delphine fossero sotto casa.

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12 Maggio 2008




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