Il nocchiero di Enea e il Capo a cinque stelle

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Porto Palinuro, Hotel La Torre.

Hotel La Torre
Località Porto Palinuro
Salerno
Tel. +39 0974 931264 e +39 0974 931107
Fax. +39 0974 931107
info@latorrepalinuro.it
http://www.latorrepalinuro.it
Webcam: http://www.latorrepalinuro.it/webcam_streaming_diretta_palinuro_torre.asp

Primo pensiero: doveva essere il punto di partenza per tre giorni dedicati alla scoperta del Cilento ed è finita che per tre giorni l’hotel La Torre è diventata la nostra casa. Pensione completa. Con scoperta del mare, della cucina, della musica e dell’ospitalità locale inclusa.

Secondo pensiero: se il nocchiero di Enea fosse giunto qui non via mare ma via terra non sarebbe mai arrivato puntuale per l’appuntamento con il dio del sonno e quindi il suo destino e il poema avrebbero forse preso un’altra piega.

Porto Palinuro, Hotel La Torre. Porto Palinuro, Hotel La Torre. Porto Palinuro, Hotel La Torre. Porto Palinuro, Hotel La Torre. Porto Palinuro, Hotel La Torre. Porto Palinuro, Hotel La Torre. Porto Palinuro, Hotel La Torre. Porto Palinuro, Hotel La Torre. Porto Palinuro, Hotel La Torre. Porto Palinuro, lido dell'Hotel La Torre. Porto Palinuro, lido dell'Hotel La Torre. Porto Palinuro, Hotel La Torre, vista da una camera.

Arrivarci (almeno, da Roma, tra statali, interruzioni stradali e code da fine settimana) è stato snervante.

Ma ne è valsa la pena.

L’hotel, appena ristrutturato, si trova nel porticciolo turistico di Palinuro. Accanto un’antica torre saracena, intorno una pineta secolare, alle spalle il faro di Palinuro. La luce a intermittenza si scorge, discreta e al tempo stesso imponente, quando la sera si percorre la strada che porta in paese (sfilata di negozietti e qualche locale lungo un tratto pedonale).

Tanti i particolari che rendono piacevole il soggiorno. Il pergolato all’ingresso, prima di tutto, con l’uva ancora acerba che pende dall’alto e i grandi vasi di terracotta con limoni dipinti e veri, questi sì, pronti per essere raccolti. Ma anche le camere dal pavimento azzurro sanno tanto di estate, sono spaziose e si prolungano in ampie terrazze che si affacciano sul mare, attrezzate (particolare che abbiamo molto apprezzato) con uno spazio cucina esterno (lavandino, frigorifero, fornello). Non sono molte, una quarantina in tutto. L’hotel è piccolo e a gestione familiare. Una gestione accorta, attenta ai dettagli e capace di coniugare un’atmosfera accogliente a modi cortesi e professionali.

E poi, a pochi metri, c’è il mare: la costa di Capo Palinuro (promontorio a cinque punte) è alta e scoscesa, ricca di grotte. Ma sotto l’hotel c’è una spiaggia con tratti di sabbia fine, su cui sono stati ricavati alcuni piccoli lidi.

Infine, la cucina: ingredienti locali (provenienti da un’azienda agricola sempre di famiglia), porzioni giuste, frutta di stagione saporita esattamente come deve essere, pesce freschissimo, cottura della pasta impeccabile. Abbiamo apprezzato in particolare le alici marinate, gli spaghetti agli scampi e la coda di rospo. E abbiamo assaggiato con curiosità i piatti locali durante una cena tipica cilentana: fusilli fatti in casa al sugo rosso con polpette, pasta e fagioli, crocchette di patate e di pecorino, patate peperoni e melanzane arrosto, zucchine in pastella, formaggi del posto, parmigiana col pecorino, bruschette coi pomodorini.

La proposta pranzo poi, vista la qualità , ci è parsa allettante: chi soggiorna (i prezzi sono qui) al ristorante paga 15 euro a pasto (per antipasto, primo, secondo e dessert o frutta).

Per la cronaca c’è anche chi è sordo ai canti delle sirene che invitano all’ozio da spiaggia e da pergolato: i nostri compagni di viaggio, eroici, si sono spinti nei dintorni e tra tutti i luoghi da visitare in questa terra ricca di storia e cultura, ci segnalano la certosa di Padula, la città di Agropoli e Paestum.

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4 Giugno 2008




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