Roberta Corradin
Le cuoche che volevo diventare

Le cuoche che volevo diventare
di Roberta Corradin
Ventuno grandi donne in cucina
Einaudi 2008
120 pagine
Prezzo 12,50 euro
L’attacco vale il libro. Il prologo di una cuoca anonima, che si firma ‘maritata’ e che comincia così:
“Lui è uno chef. Io sono una cuoca […]
Dunque io cucino. Lui parla con i giornalisti, va in televisione, insegna al pubblico – giuro – le ricette che ho inventato io. Per la sua opinabile forma di pseudo-onestà speudo-intellettuale varia qualche dettaglio, mette il cerfoglio dove io usavo il prezzemolo, tanto da poter rivendicare la paternità dell’idea e millantare il guizzo creativo volto, credo, a stremare le energie vitali dei poveri esecutori/spettatori/lettori costretti alla fine di una giornata a girare una città intera o forse due alla ricerca di un’erba che per il novanta per cento dei palati non cambierà un bel nulla…”
Titolo originale per questa veloce mappatura di donne in cucina. Un libro che racconta e suggerisce insieme; insieme a digressioni personali dell’autrice che diventa via via più lieve nel corso della narrazione, più lieve che nella prefazione (che, non ce ne voglia, consiglieremmo di saltare).
A noi sono piaciute le storie che non conoscevamo, a partire dalla prima, quella di Lina Iemmolo, ambientata a Modica, storia di donne, dolci e cioccolato. Ogni capitolo si chiude con una ricetta (espediente che abbiamo molto apprezzato) qui I nugatoli di Lina, che solo a leggerli si mette su peso.
E abbiamo provato tenerezza per Margherita Chiaramonte, madre/complice in cucina del più noto Carmelo e ammirazione per Nadia Santini, la più conosciuta delle ventuno, che ritroviamo descritta come ce la immaginiamo dai ritratti qua e là .
Ci è piaciuto scoprire Amina a Fès col suo versatile chador e la giovane Loretta già all’enoteca Pinchiorri e speriamo di conoscere la determinazione di Laura Maioglio al Barbetta.
Donne incontrate in altre storie personali o tramandate. Donne che a volte sono le nostre mamme a volte sono anche per il lettore, le cuoche che voleva diventare.
Prendetelo come un libro di spunti, o fate il punto.
















