Orchidee-parrucche e gas soporiferi: l’Orto che non ti aspetti

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Roma, Orto Botanico.

Orto Botanico dell’Università di Roma La Sapienza
Ingresso: Largo Cristina di Svezia, 24
Roma
Tel. +39 06 6864193 / +39 06 68300937
http://www.ips.it/musis/muort_f0.html

La pianta dell’agave annuncia la sua morte con l’unico fiore che mai produrrà , uno stelo alto e imponente con scaglie, simile nella forma a un asparago. Ma, morendo, lascerà sotto di sé, in eredità , una trentina di piccole piante.

È sorprendente la natura, come sorprendente è l’Orto Botanico di Roma. E non soltanto perché si trova incastrato nel centro urbano della città , nel giardino di Palazzo Corsini (oggi sede dell’Accademia dei Lincei) dunque in un’area archeologica.

Una passeggiata di qualche ora vi svelerà tesori inaspettati.

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Camminando si scopre l’esistenza di orchidee a forma di parrucca o di corna d’alce, palme che si autopotano o che crescono in orizzontale, alberi che se ne stanno lì da 300 anni e chissà cosa hanno visto, micromondi tropicali riprodotti in serre d’epoca, giardini dei semplici (dove i monaci coltivavano piante officinali usate in medicina). All’interno di questo grande parco che si arrampica sul Gianicolo si trova anche un punto in cui si sfiorano ed intrecciano i rami dell’albero della vita, un Ginkgo biloba, l’unico che rifiorì a primavera dopo le bombe su Hiroshima e Nagasaki, e di quello della morte, un tasso che, si dice, emani un gas soporifero (e chissà perché proprio sotto ci hanno sistemato una panchina).

Ancora, salendo, oltre il roseto, ci si imbatte in un piccolo giardino giapponese. Nello specchio d’acqua con grandi sassi si sollazza una paperella e sotto la piccola pagoda (moderna) come nelle fiabe è facile trovare visitatori addormentati. Da qui la vista sulla città è spettacolare, siamo arrivati quasi in cima al Gianicolo, sotto la fontana dall’Acqua Paola. Anche per questo sentirete particolarmente potente il colpo di cannone che tutti i giorni viene sparato a mezzogiorno. Non vi spaventate.

Sempre piuttosto in alto c’è un bosco di bambù. La prospettiva, alla prima curva, quando sarete avvolti tra gli alti e resistenti fusti, è suggestiva. L’aria cambia, la temperatura si abbassa.

Questo luogo silenzioso e delicatamente odoroso concilia riposo e studio, tanto che, quando il costo del biglietto d’ingresso era davvero irrisorio (oggi si pagano 4 euro), c’erano studenti che ci portavano i libri.

Vi consigliamo di mettere scarpe comode e di unirvi alla visita guidata (mercoledì alle 10.30 e sabato alle 11; non è necessaria la prenotazione). Vi mostreranno i fiori e le piante delle serre e vi porteranno alla scoperta di alcuni punti imperdibili. La visita dura un’ora e mezza. Poi potrete pascolare e addormentarvi liberamente.

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17 Giugno 2008




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