Antica Friggitoria Carega a Sottoripa, Genova
Facciamo mille passi*?

Antica Friggitoria Carega
Specialità tipiche genovesi
Via Sottoripa 113r
Genova
Tel. +39 010 2470617
Tutti i giorni dalle 8 alle 20
chiuso la domenica
Abbiamo visitato l’acquario un sabato pomeriggio e anche quest’anno abbiamo subito l’effetto ipnotico delle meduse (anche quelle nelle nuove vasche) e ci ha divertito il colore delle rane pomodoro. Abbiamo atteso di raggiungere la vasca di Nemo con impazienza, simpatizzato col pesce spazzino e sperato, ancora una volta inutilmente, che il pesce palla si gonfiasse.
E poi erano le 4 del pomeriggio e noi affamati. Ci siamo precipitati a Sottoripa, i porticati pubblici medievali della città , proprio di fronte all’acquario. Cibi, profumi, spezie e sapori, una grande mistura. Siamo andati decisi come salmoni, abbiamo rallentato solo al 113r, davanti al bancone di Carena.
Local street food, ovvero calamari fritti, con qualche gambero, avvolti in un foglio di carta, da mangiare passeggiando. Dopo l’acquario, un po’ come martellare granchi davanti a Sebastian, riprovevole, sconveniente, imbarazzante.
Straordinari, unti, croccanti, saporiti.
Ampia la scelta, farinata di ceci, torte salate, polipi, polpettoni, bianchetti, frittelle di baccalà , pesce in carpione, pizze e la frittura, avvolta nella carta arancione appunto. Il locale risale al 1942 e non deve essere cambiato poi tanto. Un via vai di persone, cibi e sapori. Si può mangiare anche in friggitoria, sugli sgabelli, ma che piacere muoversi per la città con il cartoccio. 2 a 10 euro.
Non abbiamo assaggiato la farinata, che la leggenda narra nata per caso, nella seconda metà del XIII secolo, durante il rientro dalla battaglia di Meloria, quando sulle galee genovesi alcuni barili di olio e sacchi di ceci si rovesciarono e mischiarono. Dovendo consumare anche le materie prime danneggiate, per mancanza di viveri, l’incidentale impasto venne lasciato ad asciugare al sole, nel tentativo di renderlo più gradevole.
Così la farinata sbarca nei carrugi e la ritroviamo qualche secolo dopo da Carega, dove Andrea, gentile e disponibile, ha atteso con pazienza che decidessimo, per cambiare ancora idea, e ci ha raccontato di quando, all’ora di punta, il locale è affollato e dalla cucina esce di tutto. A noi è piaciuto così, con l’autenticità delle piastrelle bianche con la scritta rossa, con le scritte a mano e senza insegna fuori.
Uscite da lì e percorretela Sottoripa, piena di sorprese, di antiche drogherie, negozi di turaccioli, di cineserie in una geografia di nazioni e lingue stretta e lunga.
Da qualche parte abbiamo letto che ci andava Fabrizio De Andrè, se è un’altra leggenda non ce lo dite.
* Enea Silvio Piccolomini nel 1432 scrisse di Sottoripa “Un porticato lungo mille passi dove si può acquistare ogni merce…”
















