Oasi delle Farfalle, Giardini di Via Palestro a Milano
… giallaneraneragialla e tanto gaia!

Oasi delle Farfalle
Giardini di Via Palestro Indro Montanelli
Milano
Fino al 30 settembre
Tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 19
Chiuso il lunedì
Ingresso: intero 5 euro
info@associazionecometa.com
http://www.associazionecometa.com
Ci siamo sentiti come da piccoli, affollati davanti a una teca, quando si prendevano appunti, attenti. Perché allora si doveva scrivere tutto quando qualcuno spiegava, anche se con una grafia illeggibile e una grammatica stentata. Ci siamo ricordati quella sensazione, quella da Museo della Scienza e della Tecnologia, quella che una volta in aula ci devi fare un tema o il cartellone da appendere sulle bacchette di legno.
E alcune cose le abbiamo davvero scoperte visitando l’Oasi delle Farfalle, allestita fino a settembre ai giardini pubblici Indro Montanelli, proprio accanto al Museo Civico di Storia Naturale. Vi consigliamo di portare i vostri bambini, magari di mattina, quando lo spettacolo si fa ancora più interessante. Perché la mattina le crisalidi si aprono e regalano la scena del transito più fiabesco e spettacolare, quello verso colori e volo.
Prima di arrivare alla sala delle farfalle, troverete sui pannelli una serie di spiegazioni sui colori del volo, i colori degli animali, dal verde al giallo al rosso, per comprenderne il significato universale e naturale. Il rosso, per allertare e attrarre l’attenzione. Il rosso pericolo. Il verde per nascondersi e dissimulare. Il blu, prezioso e raro, che nello sbattere d’ali delle farfalle compare e scompare a intermittenza, perché presente solo sulla pagina superiore.
Abbiamo ripassato l’effetto Tyndall e scoperto che sul pelo del bradipo del Sud America cresce un’alga che gli fa assume un colore verde.
Abbiamo visto la rana freccia avvelenata, che pare una simpatica ‘anima’ da cartoon ma fa la parte del cattivo e che solo l’ape Maia è nera e gialla e gaia. E accanto un serpentello corallo esile e schivo.
E poi c’è l’ambiente ricostruito a foresta pluviale, 50 specie per 300 esemplari tutti provenienti da allevamenti. Qui troverete qualcuno che vi racconterà il comportamento delle farfalle o lo vedrete disporre il cibo per il paguro più grande del mondo terrestre, il Granchio gigante del Cocco.
In un’atmosfera sudata e surreale potete ammirare tutte le varietà , quelle blu, quelle cobra, quelle bianche, qualcuna si concede generosa al contatto, poggiandosi sull’ospite. Ma attenzione che sia sempre una scelta spontanea.
L’esposizione diventerà permanente (non qui ma non sappiamo dove) e si amplierà in uno spazio di oltre 1000 mq, la casa delle farfalle più grande d’Italia. Nel frattempo, molti si troveranno, come noi, a scoprire che rimuovere la polverina dalle ali non causa alla farfalla l’impossibilità di volare ma forse ha preservato la specie dall’istinto cacciatore di tanti bambini.
L’esposizione occupa 200 metri quadrati, poi vi resta il parco, che ogni volta è una sorpresa, grande e pieno di scene: di corsa, di tai chi, di allenamenti di difesa personale, di innamorati, di anziane signore che chiacchierano e bambini sulla giostra.
Varrebbe la pena di interrompere la corsa, di scendere a Palestro e riposarsi qui.
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