A spasso per i vicoli di Genova
Un percorso della mente: da turista a viaggiatore

Se passerai da Genova, immaginala non come “La Superba”, ma come un mercato dove ci si perde in un’ammirazione che sventola dall’allegria a un certo sgomento.
E vai nei vicoli, lasciandoti alle spalle Via Garibaldi, “la strada più bella del mondo”, coi suoi palazzi, la sua opulenza, assurdamente bella… all’istante ti troverai in un mondo, non più una sola strada… Ci entrerai da turista, con quella mediocrità senza passione delle guide turistiche e ne uscirai, nella peggiore delle ipotesi, diverso; nella migliore, avrai preso dal disordine la capacità straordinaria di cambiare la rotta delle tue curiosità e dei tuoi scrupoli.
Nei vicoli, negli antichi carruggi entrerai come in una vecchia soffitta, piena di cose, inservibili,inutili, ma della struggente bellezza che mantengono solo gli oggetti, amati e usati da altri che tu hai amato: utili solo per la tua passione e nostalgia.
Ti troverai a precipitare di negozietto in negozietto, accostandoti ad ogni etnia rappresentata sulla Terra, nel rapido strisciare dei passanti contro di te…
E vedrai gatti astuti e irremovibili al cantone dei vicoli, bui anfratti illuminati dalla sedia impagliata di qualche prostituta che aspetta e, intanto, parla di politica col pizzicagnolo della porta accanto, angoli ed edicole trecentesche incastonate tra le case… profumo di fritto, odore di mare e, sì, anche di sporco, come nelle vecchie soffitte, appunto.
i vicoli splendono come effrazioni architettoniche avvampanti di colori, di chiaroscuri, di panni stesi che si specchiano per afferrarsi al palazzo di fronte. Li vedrai: sembrano lì apposta per farti voltare lo sguardo in alto, su, agli spicchi di cielo, ai tetti inclinati sulle nuvole bianche…
Gironzoli, senz’altro ti perdi e devi chiedere, e ti sbagli, perchè ti incanti, ma certo ci arrivi a Santa Maria delle vigne.
C’è un piccolo bar, sulla piazza antistante l’ingresso barocco - non è importante entrare in chiesa, solo guardarla. Dovresti portarti all’ingresso del piccolo bar e guardare in su, verso il campanile che svetta al di sopra dello scuro del vicolo: campanile bianco e nero, sembra un inno urlato verso il cielo… la fede, quella in dio, si rappresenta così,come un fulmine in città , senza rimorsi.
Entra nel piccolo bar, o mettiti ai tavolini all’aperto, se fa bel tempo: guardati la piazzetta, il palazzo affrescato di qualche signore, di qualche ricco marinaio, ormai perso in terra o in mare da secoli… e prenditi l’aperitivo, ottimo, con accompagnamento di “carta da musica” con pesto e stracchino che non troverai più, se non lì…
Quando ti alzi, vai nel vicolo verso il campanile: a metà , sulla sinistra, ne trovi un altro, buio e sporco, che pare portare all’inferno: entraci e arrivi a Piazzetta della Lepre: un altro bar, peccato che apra solo dopo le sei di sera: fanno piattini di salumi, minestre di orzo e cipolle… della birra buona, del vino particolare - i rossi fermi - Sei “alla lepre” con l’anima in mano, il senso del precario, della vita che va - è troppo evidente il passato e il presente per non farti capire che tutto va… Ma tu sei ancora capace di prendertela per un’orecchia, la vita, e tenertela cara ed allegra un altro po’.
Gironzoli ancora e te ne vai, sempre ruotando di qua e di là , sulla Ruota della tua Fortuna, e ti trovi - è sempre quasi lì, tutto, nei carruggi - vicino alla Lepre, vicino al campanile, la piazzetta Cambiaso, col teatro “HOP Altrove”: un ristorante, dentro, un’enoteca, anche dei libri e un teatro: uno splendore di scale e di sale con affreschi commoventi per semplicità ed armonia. Sei nel centro di una città moderna e ti pare di essere veramente altrove, in un’isola che non c’è: ma non come Peter Pan, l’eterno bambino che non cresce: sei tu che stai cambiando e ti ritrovi la curiosità dell’adolescente che vuol vivere.
Sei tu che apprendi che in una vita, possono esserci altre vite, riconoscibili a spanne come nel torpore del sonno, o nell’allegria dell’emozione: e ti sembrerà di aver visto tempi passati scorrere a cavallo dell’istante: una memoria di domani, il futuro di ieri…
Il Botteghino delle Vigne
Piazza delle Vigne 21r
Genova
Tel. +39 010 8601793
botteghinodellevigne@libero.it
Altrove, Centro Multiculturale, Ristorante, Wine bar
Piazzetta Cambiaso, 1
Genova
http://www.altrovegenova.it
La lepre
Piazza Della Lepre
Genova
Tel. +39 010 2543906
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