Isola del Giglio

Rosa Giglio

25 July 2008
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Isola del Giglio.

Isola del Giglio
Grosseto

Giglio come aegilium. Ovvero l’isola delle capre.

Isola rocciosa, dura come il granito di cui è fatta, rosa come gli interminabili e svenevoli tramonti che dipingono il cielo e come la sabbia che dalle cave è stata trasportata sulla spiaggia di Campese. Tornando dal mare scoprirete che vi si è appiccicata addosso, sui teli, sui vestiti, sotto i piedi.

Di fronte al monte Argentario, questa terra è di una bellezza aspra e genuina. Salendo da Porto verso Castello o Campese ne scoprirete, tornante dopo tornante, i confini frastagliati e la vegetazione mediterranea.

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Il soggiorno è consigliato, ma con qualche avvertenza.

L’isola non è comoda da raggiungere con i mezzi. Quasi un pentathlon. Treno fino a Orbetello, autobus fino al porto di Santo Stefano, traghetto (Toremar o Maregiglio) per Porto. Autobus o taxi collettivo per le altre località. La scomodità non sta nel cambio dei mezzi quanto nella mancanza di coincidenze: nessuno ha pensato di coordinare gli orari di treni, corriere, traghetti. Capita di passare due ore su una panchina a Porto Santo Stefano in attesa del traghetto successivo o alla stazione perché il treno giusto è appena partito.

E poi. Se potete, evitate di usare la macchina. L’isola in alta stagione manca di posti dove parcheggiare. Conosciamo chi ha rinunciato a una cena a Porto perché in un’ora non ha trovato dove lasciare la macchina.

Ancora: se avete affittato un appartamento portatevi qualche provvista. Qui i prezzi dei generi alimentari sono gonfiati. Sarà che tutto deve essere importato. Sarà. Non dimenticate l’acqua: sull’isola non è potabile.

E infine: occhio ai gabbiani. Volano bassi, si avvicinano. E fin qui è solo poesia. Ma se date loro troppa confidenza mettono le zampette sulla tavola apparecchiata in balcone e il becco nel vostro piatto. Ci è successo e a vedere la nostra pasta al tonno sparire nella gola del commensale non invitato si è come frantumato il mito del gabbiano Jonathan.

Tolta la buccia, finalmente, assaporate le bellezze di questo posto: more sulla strada, brezza marina, acqua limpida, una baia da abbracciare con un solo sguardo, sole rosso al tramonto, luce del faro che ammicca.

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