Spiaggia di Campese, Isola del Giglio

Summer on a “familiare” beach

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Isola del Giglio, Campese, stabilimento Amaranto.

Spiaggia di Campese
Isola del Giglio

Tra Campese e i bambini può essere amore a prima vista. E duraturo: molte famiglie tornano all’isola del Giglio.

Gli appartamenti dati in affitto settimanalmente dalle tre agenzie del piccolo centro sono a distanza ravvicinata con il mare. I più gettonati hanno balconcini da cui si intravede la spiaggia rossa, le barche a vela ormeggiate al largo e, sullo sfondo, l’Isola d’Elba. Si rimarrebbe ore ad osservare il lento risvegliarsi della spiaggia in sintonia con l’umore del mare (bandiera rossa? Ombrelloni aperti o chiusi? Pedalò tirati a riva o in acqua a dondolare docilmente?).
Comunque sia, azzerare i tempi di discesa in spiaggia è un ottimo modo per iniziare la giornata. Il mare poi completa il programma. L’acqua al Giglio è di un limpido quasi imbarazzante, non è fredda e non ospita le infide meduse. Il fondale degrada in fretta, questo sì, e quindi meglio far indossare i braccioli a natanti piccoli e inesperti. I motori delle barche possono essere accesi solo al di là delle boe rosse che delimitano la baia. Dunque, niente rombi fastidiosi.

A Campese ci sono stabilimenti e tratti di spiaggia libera in cui comunque si usa piantare e lasciare l’ombrellone (anche se non tutti i bagnanti sono felici di queste occupazioni indebite). I plus degli stabilimenti sono scivoli, altalene, casette e altri giochi per i bimbi, ma anche pedalò, canoe e, soprattutto, la doccia. Non hanno bagni e neanche bar. Tra tutti ci ha convinto l’Amaranto, a metà della baia. Gli ombrelloni sono ben distanziati, non ci si pesta i piedi, e soprattutto Alessandro, il gestore, ha ogni giorno un’idea diversa per intrattenere i più piccoli. Da tempo non assistevamo a merende oceaniche a base di pane e nutella o a sciami impazziti di bambini alla ricerca di un tesoro nascosto. Qui poi la sabbia sembra meno rossa che altrove: la ruggine delle cave in buona parte è stata portata via e il rischio di rovinare i costumi è più basso che altrove.

I coetanei si trovano. Secchiello, palette e pinne sono a portata di mano, nei negozi vicino alla piazzetta di Campese.

Quando l’essere stanziali comincia a innervosire o tira vento forte si può sempre noleggiare una barca e andare nelle baie dalla parte opposta dell’isola. Modo, questo, anche per conoscere i contorni di questa splendida isola e magari luoghi che a piedi sono contorti da raggiungere.

Quando piove, come nella migliore tradizione estiva, non rimane che il biliardino al bar.

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11 Agosto 2008






2 Risposte a “Summer on a “familiare” beach”

  1. Giuly scrive:

    Qst’estate sn stata anke io a campese ed è stato bello anke se x i ragazzi c’è vita sl al castello… e anke io andavo all’Amaranto e si sta beniximo e sopratt Ale è una bellixima persona:)…

  2. alessandro scrive:

    Vi ringrazio per le bellissime parole! Naturalmente per la prossima estate ho già in mente nuove attività per i bambini ma non solo… anche per i più grandicelli.

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