Rosso come una sposa, Anilda Ibrahimi

Cosa sappiamo dell’Albania?

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Rosso come una sposa di Anilda Ibrahimi, Einaudi.

Rosso come una sposa
di Anilda Ibrahimi
Einaudi, 2008
263 pagine
Prezzo 16 euro

Zia Adelina, ad esempio.
Non aveva avuto il permesso dal consiglio della sua regione di frequentare l’Università perché in troppi nella sua famiglia avevano già usufruito del diritto di studiare. E così era stata mandata a lavorare in un’azienda agricola e lei non smetteva di maledire tutto e tutti.

Esma invece, una generazione prima, era stata costretta ad abbandonare marito e figlie perché mischiata in questioni di kurveria (vale a dire, di corna). Poco importa che non fosse vero e che lei e il colonnello si amassero di amore sincero.

È nonna Saba l’anello di congiunzione di quattro generazioni attraverso cui si racconta l’Albania, dai tempi di re Zog fino alla fine del comunismo. Una società matriarcale narrata da un punto di vista femminile.
Quando la nuora era incinta, Saba faceva il giro del quartiere per farsi leggere i fondi del caffè. Era come un’ecografia: lei prendeva il caffè, girava bene la tazza, metteva giù, ed ecco che il sesso del nascituro si vedeva già . Sarebbe nata una femmina, non un maschio, come nonna Saba sperava. D’altra parte lei stessa aveva partorito tre femmine prima di mettere al mondo l’agognato maschio che l’avrebbe finalmente riscattata agli occhi della suocera.

E poi: nasi di amanti infedeli tagliati con le forbici, padri che non ricordano i nomi delle figlie femmine al momento della registrazione all’anagrafe, l’importanza di avere una biografia limpida secondo l’accezione dello Stato, matrimoni riparatori e donne che picconano luoghi di culto per volere dello Stato.

Storie che sanno di tradizione orale e risvolti quotidiani personali anche drammatici di scelte politiche ben precise si mescolano in questo libro e ci aiutano a conoscere qualcosa di questo paese che a lungo è stato chiuso come un negozio a ferragosto.

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13 Agosto 2008




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