Mercatino Piazzale Jenner a Vieste
La teoria dei colori

Mercatino Piazzale Jenner
Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 13,30 dalle 16,30 alle 22,30
Vieste, Foggia
Nella parte più recente della città , dove si passa perché c’è la stazione degli autobus, per chi volesse visitare i dintorni coi mezzi, e perché si trovano alcuni parcheggi (fate attenzione alle multe, Vieste è quasi tutta a strisce gialle), c’è il mercatino rionale dei prodotti di tradizione locale. Ci è parso che i prezzi fossero convenienti, certo per la frutta. La varietà è ampia per chi volesse apparecchiare, al mare o in città, una cena estiva a orecchiette, fave, caciocavallo e rucola selvatica.
Oltre alla spesa c’è un’altra ragione per passarci, la varietà di colori, profumi e naturalmente sapori.
È uno spettacolo violento. Siamo tutti incantati dalle ceste nordafricane di paprika e zafferano, ora guardate qui, il rosso dei pomodori e del peperoncino appeso, che si fa più profondo nelle salsicce, mille declinazioni, è dominante, vistoso e sfacciato. Il giallo carico dei meloni impallidisce sul caciocavallo. Il verde delle olive e dei capperi è militare o speranza. Il nero arriva con le olive e l’uva, il verde torna coi peperoni e l’origano. Il rosso nella polvere di peperoncino che ricopre il formaggio. Il verde nelle angurie insieme al rosa. Ancora il verde nelle cime di rapa e il bianco impuro nell’aglio e nella pasta di orecchiette, troccoli e taralli. E il color sottaceto delle cipolle e delle melanzane e il colore dell’olio e delle friselle, dei cavatelli e delle mandorle. Lo sguardo palleggia qua e là senza pausa.
Per noi, principianti di città , le 10 del mattino non era ora di assaggio, abbiamo dovuto declinare, pur con rammarico. Abbiamo chiacchierato con la moglie di Luigi, dell’azienda agricola Germinelli, di Vieste, dove è possibile chiamare e farsi inviare formaggi, olio, insaccati e pasta (tel. 320/4225710).
Noi siamo uscite sazi di consistenze e odori, voci ed espressioni. E quando esci da qui, il mondo è black and white.
Fateci un giro, qui, ce n’è per tutti i sensi.
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