Letture per un viaggio a Trieste
A ciascuno la sua morte
A ciascuno la sua morte
Veit Heinichen
Edizioni E/O
Prezzo 9,50 euro
“È difficile che un triestino doc non lo conosca perché fa parte della tradizione dei ristoranti buffet, tanto amata in città. Posto vicino a Piazza S. Antonio, in zona di gran passaggio pedonale, è il classico ritrovo per bancari in pausa pranzo ma anche meta, complice l’orario continuato, di casuali avventori e turisti, attratti dai profumi e dai sapori della cucina tradizionale…”
Io non ci sono mai stata, al Ristorante Da Primo a Trieste, ma Proteo Laurenti sì, ci va a fare una scappata quando può, per scambiarsi ipotesi e commenti tra colleghi su un lavoro ingrato.
Chi è Proteo Laurenti? Il commissario protagonista dei libri di Veit Heinichen, salernitano di origine ma triestino di adozione, così come l’autore, che è austriaco, ma vive a Trieste e ne conosce bene la storia, la fisicità ambientale e la cronaca attuale.
In questo romanzo Proteo Laurenti deve affrontare un intreccio di fatti criminali che vanno dall’omicidio, al traffico di prostitute dall’est, alle truffe nella gestione degli aiuti umanitari, su tutto la lunga ombra della Sacra corona unita.
Proteo, che nelle giornate torride dell’estate triestina ama rilassarsi con una nuotata, ci accompagna per una strada a destra del castello di Miramare, e appoggiandosi ai ganci di ferro piantati nel muro, scende verso i frangiflutti che solo gli iniziati conoscono come adatti a fare il bagno, perché anche quando tutta la passeggiata tra Barcola e Miramare è piena di gente, lì può ancora trovare quiete.
E a termine di una giornata ci descrive Il Caffè degli Specchi in Piazza Unità d’Italia, similmente a una guida turistica, ma più critico di una guida critica di locali tipici. Ci racconta della piazza che è il biglietto da visita della città, la cui vista sul golfo è incomparabile e persino d’inverno si può sedere all’aperto al riparo dal vento. Ci racconta che “un giorno purtroppo avevano deciso di ristrutturare il locale (Caffè degli Specchi) condannandolo a morte e oggi assomigliava a un misero fabbricato degli anni Settanta”. A pagina 156 si legge la descrizione del caffè, giudicato da un uomo che lo vive ogni giorno, “…I piccioni importunavano i clienti che sedevano in piazza con i loro atterraggi assillanti sulle coppette di patatine… Il servizio era lento e poco curato e i prezzi troppo alti. Ma il caffè era situato nel punto migliore della città e perciò era tappa obbligata per i turisti…”
Attraverso le vicissitudini della famiglia della vittima, l’autore ci racconta l’ascesa di Trieste come porto internazionale e polo finanziario di prim’ordine. “nel 1829 fu collaudata la prima elica nel golfo di Trieste, nel 1861 fu costruita la prima fregata corazzata, nel 1866 su affondata la nave ammiraglia italiana Re d’Italia”.
Ci racconta anche la storia di piccole cittadine croate, Parenzo, per esempio, un tempo colonia romana che si trova sulla costa occidentale dell’Istria, contesa nel corso dei secoli da personaggi come Ulrico II il quale fu riconosciuto da Federico I nel 1180 avente diritto sul patriarcato di Aquileia, dai conti di Gorizia, dai veneziani, sotto i quali la città ebbe molto di che soffrire, dai genovesi dai quali fu distrutta, sino al 1601 quando fu la volta della peste ad avere la meglio riducendo la popolazione a trecento abitanti.
E ci racconta, e ancora ci racconta…
Così se capitate da quelle parti, portatevi come compagno di viaggio un romanzo di Heinichen, vi parrà di visitare quei luoghi a braccetto di un emerito ed entusiasta abitante, che vi accompagnerà con dovizia di descrizioni attraverso la vita pulsante, la storia, gli scenari d’incanto di una città e di un territorio, gustando con voi un bicchiere di Tocai, davanti a un piatto di pesce alla trattoria Al Faro, sul cui sito, curiosando sulla veridicità delle citazioni del libro, ho trovato queste righe:
“Molti sono i clienti che, arrivati sulla terrazza della trattoria per gustare la buona cucina casalinga, vi hanno trovato il calore di un’accoglienza amichevole. All’inizio degli anni Ottanta il giardino fronte mare ospita all’ombra dei suoi tre ippocastani la troupe del film Ernesto, trasformandosi per due giorni in set di film in costume. Tra i nostri habitué anche il commissario Proteo Laurenti, protagonista della serie di gialli ambientati a Trieste, inventato dalla penna dello scrittore di madrelingua tedesca Veit Heinichen.”
Arrivederci a Trieste, non vedo l’ora…











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