Dorothy Circus Gallery, Roma


Alice nel Paese del pop surrealism

di Kinzi@
 

Roma, l'ingresso di Dorothy Circus Gallery.

Dorothy Circus Gallery
Via Nuoro, 17
Roma
Tel. +39 06 7021179
Tel. +39 06 70161256
Orario: da martedì a giovedì, 11 - 20
Venerdì e Sabato 15 – 20
http://www.dorothycircusgallery.com

Ha compiuto da poco un anno questa galleria nera e rosa ospitata da un edificio basso vicino a un acquedotto romano. Si espande, questo spazio espositivo, fin sulle pareti esterne dell’edificio, coperte da disegni e sulla fontanella comunale d’acqua che per empatia è stata pitturata di rosa.

Roma. Dorothy Circus Gallery, lo spazio espositivo. Roma. Dorothy Circus Gallery, Red Room di Natalie Shau. Roma. Dorothy Circus Gallery, Sprite's Trophy di Esao Andrews. Roma. Dorothy Circus Gallery, Baroque Bordello Candelabro, di Adam Wallacavage. Roma. Dorothy Circus Gallery, Hypno Luthor 300dpi, di Travis Louie. Roma. Dorothy Circus Gallery, L’abbandono, di Silvia Idili. Roma. Dorothy Circus Gallery, Pepa di Elena Rapa.

Pop surrealism e lowbrow, street culture, pop puro e Tatoo art. Sono solo alcune parole-chiave per cercare di orientarsi in questo spazio espositivo che seleziona e dà spazio alle nuove tendenze dell’arte figurativa. Scegliete la chiave che preferite, ma, come Alice, non limitatevi a guardare nel buco della serratura, entrate in questo Paese delle Meraviglie. Anche se lo popolano creature inquietanti: lolite, demoni innocui, spiriti infuocati, teschi farciti di rose, animali antropomorfi e buffi ominidi.

La vena è noir, questo è indubbio. Non solo per via del parquet e del soffitto nero, ma per la scelta degli artisti e dell’umore delle mostre (circa quattro all’anno).

Fino al 30 dicembre, ad esempio, c’è “Inside Nostalghia”. Agli artisti è stato scelto di declinare il tema della lacerazione, della fine di un sentimento. Il momento dello scoppio, del distacco, il suono secco della rottura. E dunque il passo del visitatore non riesce ad essere leggero. Eppure, come il nero della sale è rotto da dettagli rosa shocking così il tema della mostra è stemperato da modalità figurative più leggere, che attingono dal mondo dei cartoon o semplicemente dalle bizzarie inventive degli artisti (come quelle di Travis Louie).

E poi meritano certo attenzione e tempo due sezioni della galleria. Entrando di fronte a voi troverete un angolo dedicato ai design toys e a edizioni limitate create dagli artisti della galleria, mentre sulla sinistra troverete un piccolo bookshop con cataloghi e stampe pop, riviste e pubblicazioni d’arte.

Noi ammettiamo di essere entrati incuriositi e intimoriti dal filo gotico di cui avevamo letto e ne siamo usciti con il desiderio di portarci a casa le opere di alcuni artisti della mostra in corso.



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