Anche noi Peer Productions (in fieri)

Wikinomics
La collaborazione di massa che sta cambiando il mondo
Don Tapscott – Anthony D. Williams
Rizzoli ETAS
Prezzo 20,00 euro
377 pagine
http://www.wikinomics.com
Stiamo leggendo Wikinomics, con mesi di ritardo rispetto all’edizione italiana, rispetto all’originale un intervallo imbarazzante, nel web 2.0 è una condotta inopportuna quanto indossare i calzini corti oltre lo schermo. Tuttavia, ogni volta che iniziamo un libro sulla rete, che ne rievochi la storia, focalizzi il potere o predica il futuro, restiamo lì, come bambini, consapevoli, questo giro, di esserci dentro.
Questo libro non dichiara che è iniziato il processo di decadenza delle gerarchie, né strilla al manager di essere funky, questo libro parla di collaborazione, del ruolo della collettività nell’economia e di come muti. Forse letto a otto mesi di distanza (senza considerare il fuso orario con gli USA) è ancora più efficace ai più, che meglio conoscono concetti come blog, wiki, fino all’idea di un prosumer (produttore-consumatore), peer production ovvero, collaborazione di massa.
Wikinomics aiuta a comprendere meglio fenomeni come Current TV, Boing Boing o TakingITGlobal e più in generale i social networks, ora che non si sente parlare d’altro, aiuta a prendere una posizione consapevole tenendo conto di questioni importanti sollevate dai detrattori di quello che talvolta viene definito ‘collettivismo online’, secondo i quali si rischia di promuovere una ‘mediocrità di massa’, come sostiene Jaron Lanier. Per dirla con Don e Anthony: ‘Sta emergendo una nuova arte/scienza della collaborazione – noi la chiamiamo wikinomics. Non stiamo parlando soltanto della creazione di enciclopedie e di altri documenti via Internet. Un wiki è qualcosa in più di un semplice software che consente a diverse persone di modificare un sito web. È una metafora che indica una nuova era basata sulla collaborazione e la partecipazione che, come cantava Bob Dylan, ‘presto farà tremare i vetri delle vostre finestre e i muri delle vostre case’ (p. 14)
Del resto è chiara a tutti l’evoluzione, prima il web si leggeva, ora si scrive e lo facciamo tutti, per commentare una notizia, aprire un blog, contattare un ex collega con Linkedin, mandare una rosa a un’amica su Facebook, per fare solo qualche banale esempio. Dai giardini recintati del web che è stato alle agorà di oggi.
La lettura è interessante, a tratti più specialistica e adatta ai CEO, ma non solo.
A tratti pure un po’ retorica, perché ‘Una cosa che è rimasta immutata è il fatto che le organizzazioni (e le società) di successo saranno quelle che si abbevereranno al fiume della conoscenza umana…’! Ma ci aiuta a capire cosa si intende per economia collaborativa, dopo aver scoperto che esiste.
Se siete alla guida di una b-web (business web), se volete capire perché vostro figlio passa intere serate su MySpace o temete una crisi mistica quando vi parla di video anime, questo testo vi aiuterà, anche solo a chiamare con Skype con più consapevolezza.
Perché in fondo siamo un po’ tutti Generazione I (che a ben guardare però accoglie i nati fra il 1977 e il 1996), anche nessundove!










Stampa
|
Email
|
Commenta













