Antica Trattoria Bagutto a Milano
Carrozza o spider? Tracce medievali e finger food
Via Elio Vittorini, 4
Milano
Tel. +39 02 503572
bagutto@bagutto.it
http://www.bagutto.it
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Oppure potrebbe avere radici nella voce Belucho, espressione usata per indicare questa zona, zona di prati, fuori dalla cinta muraria.
Queste le due ipotesi raccontate nella storia dell’Antica Trattoria Bagutto, bottega storica che fa la sua comparsa nei documenti a partire dal 1284.
In rete gli accadimenti sono condivisi, dal Medioevo a Napoleone; un trascorso mappato quello di questa antica taverna che conserva la sua funzione di punto di ristoro per carovane e suv.
Noi ci siamo stati a pranzo.
Appena entrati si viene accolti in uno spazio che custodisce con cura il passato, nel grande camino e nella piccola vasca di granito dove si immaginano sciacquati i boccali un tempo. Soffitti a cassettoni e attrezzi del passato fan subito immaginare un inverno caldo e sostanzioso.
Ma al bagutto si può stare in veranda, in una contemporaneità moderata e quotidiana che non tradisce l’antico ingresso né tuttavia lo imita.
In cucina Andrea Bevilacqua, quel sabato anche in sala, a raccontarci i sapori. Lo troverete schivo ma premuroso e con quella convinzione piena di chi fa il suo mestiere.
Abbiamo appena sperimentato una cucina che andrebbe esplorata con più cura. Ma le tre pietanze che ci sono arrivate hanno rappresentato tre possibilità anticipando un’esperienza forse più completa che aspettiamo.
Bloody Mary e ostrica per assecondare l’appetito che intorno alle due del pomeriggio stava mutando in istinto primordiale, un insieme di sapori che arrivano in sequenza, durano poco e si fanno rimpiangere, un miscuglio di emozioni, anni ’80 e finger food.
Una leggera insalata di asparagi crudi e tartufo di Norcia perché a pranzo l’intenzione è sempre la stessa e ci si poteva fermare ma il rombo cotto in osso con patate, pomodorini e salsa di vongole e conchigliacci una volta in tavola ci ha convinti che c’è un tempo per il digiuno, un altro.
Il fritto di vegetali con farina di ceci e salsa balsamica, le capesante arrostite con pomodori canditi, patate all’origano fresco e salsa al Martini bianco e zafferano e il Semifreddo al radicchio tardivo con salsa alla grappa tutti i piatti sussurravano dagli altri tavoli, ora la storia siamo noi!
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