Arrivare a Holbox, arrivare a casa

Brivido nero
Valerio Massimo Manfredi – Franco Mimmi
Aliberti Editore, 2005
A proposito di Holbox…
Domenica. Di noia e di vento. E 55 pagine di un giallo da finire. Due thriller per due autori: brivido nero. Aliberti editore.
Secondo racconto, apro alla pagina 59. Franco Mimmi: Holbox, titola.
Io ad Holbox non ci sono mai stata.
Mi tiro dietro la mia valigia piena di noia e di vento e scendo in un crepuscolo clamoroso, sono un uomo alla ricerca di un altro, qualcosa di spie e servizi segreti e soldi rubati.
Vado avanti ma senza fretta di scoprire chi sono, perché i rosa violenti delle nuvole colpite dal sole morente mi travolgono , mi trascinano per tutta una notte che ancora non si spacca. Sto cercando chi sono, e attraverso l’isola, crocchi di donne fuori dalle porte volte verso l’interno che guardano la televisione e amache dentro le stanze, alcune occupate altre non ancora, mah.
Cerco chi sono e chi è l’uomo che ricorro, il cattivo, ma tra minimarket lupita conchita paquita ed improbabili oggetti da vendere, e i volti rugosi dei vecchi, mi smarrisco.
E mi smarrisco tra i suoni degli uccelli, e sulla sabbia fine e tra le mille conchiglie rosa.
Trovo il cattivo e gli chiedo perché, ma che importa che non mi risponda, andiamo a mangiare. E che importa se esiste davvero il bar El paso, e la ragazza dalla maglietta rossa, l’albergo Faro Vecchio, io la vedo la spiaggia fine di sabbia piena di conchiglie rosa, vedo il molo, negli occhi i colori delle scritte pubblicitarie, nelle narici l’odore di botadas, che non so neanche cosa sono, e di pesce fritto, negli orecchi il rumore del mare. Vedo che questo non è il paradiso, ma che dopo Holbox non serve più nulla (me lo conferma il cattivo).
E poi mi fermo, perché altrimenti non lo mettete in valigia questo libro, o nella tasca del bagaglio a mano, per ingannare il tempo del viaggio.
Così quando arriverete ad Holbox , arriverete a casa.
E bravo, Franco Mimmi!!











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