Canti furenti per millefoglie di bontà

di Kinzi@
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 Media: 4.9/5   Voti: 64

Roma, Ditirambo.

Ditirambo
Piazza della Cancelleria 75
Roma
Tel. +39 06 6871626
Chiuso lunedì a pranzo
http://www.ristoranteditirambo.it

Si chiama come il canto corale in onore di Dioniso questo ristorante conficcato tra Campo de Fiori e piazza della Cancelleria. Chissà cosa intende Dado, uno dei tre proprietari, quando spiega che il nome Ditirambo (ereditato da un preesistente circolo culturale) era perfetto per il nascente locale. Per il rimando al dio dei vini? Per la suggestione di un antico componimento che univa danza, poesia e musica? Per la potente immagine dei cortei degli antichi greci che, in maschera ed ebbri, inneggiavano a Dioniso con la forza di suoni furenti? Chissà. Fatto sta che questo ristorante travestito da elegante osteria propone piatti che con la metrica greca condividono soprattutto rigore (degli ingredienti) e armonia (delle soluzioni).

Roma, Ditirambo. Roma, Ditirambo. Roma, Ditirambo. Roma, Ditirambo. Roma, Ditirambo.

Il menù cambia ogni due mesi e propone una selezione di piatti tradizionali con incursioni regionali. In cucina, da dieci anni, regna uno chef molisano. Le materie prime sono scelte con cura, gli accostamenti sono sofisticati e interessanti. Pane e paste fatti in casa in diverse varianti, primi gustosi, secondi di carne e di pesce, dolci da leccarsi i baffi (indimenticabile la millefoglie allo zabaione). Noi abbiamo provato calamari di Gragnano con cicoria ripassata e filetti di triglie, millefoglie di rombo agli spinaci con crema di porri e timo fresco e gamberoni su letto di broccoli. Ma, dobbiamo dirlo, scegliere non è stato per nulla facile, scorrendo la carta abbiamo cambiato idea mille volte. E una volta presa una decisione, il pensiero dei piatti scartati ci ha fatto compagnia fino all’uscita dal locale sotto forma di velato rimpianto. Ancora oggi ci chiediamo che sapore possa mai prevalere nei gnocchetti di castagne in salsa di capesante e foglie di menta.

Qui le porzioni sono equilibrate, la cantina ben fornita e il rapporto tra qualità e prezzo buono (in tre, per un primo e due secondi di pesce, tre dolci e una bottiglia di buon bianco, abbiamo speso 86 euro).

Ci siamo andati più volte negli ultimi anni e ne siamo sempre stati soddisfatti.

Riflettendoci, un canto di ringraziamento a Dioniso lo possiamo anche intonare.





Una risposta a “Canti furenti per millefoglie di bontà”

  1. artemisia scrive:

    ahim√®, ci contavamo, poich√© ci abitiamo vicino e molte volte lieti andammo, negli anni. Fino all’ultima, un paio di mesi fa, in cui ci propinarono orrori, tipo polpo su crema di fagioli con crema tiepida e polipo totalmente gelido (non freddo, gelido); quando protestammo con il garbato gestore, quello ci disse che solo due giorni a settimana c’√® il cuoco marchigiano, e per il resto l’esotico (non ricordo da quale nazione ad oriente venisse), che forse era pi√Ļ adatto agli stranieri fittamente presenti che a noi.

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