Capitolo I Non parlate mai con gli sconosciuti

Cafè Margarita
Malaya Bronnaya ul 28
Mosca
M Mayakovskaya
Agli stagni del patriarca si è tenuto il primo esperimento del Progetto Fabbrica, quando il sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov, ingaggiò giovani graffitari per abbellire le periferie della città. Fu un caso, i giovani artisti usarono i muri per denunciare oltre che colorare, tuttavia il progetto non fu bloccato. Agli stagni le panchine mostravano coi segni, in un’opera a tappe, il ritorno alla mentalità sovietica nel Paese.
E se il nome del locale che si affaccia sugli stagni non ha nulla di originale, la porta d’ingresso del Margarita sembra ricordare i gruppi di adolescenti che lo scorso anno distribuivano per tutta Mosca cielo e bosco. Al Cafè Margarita potete fermarvi per mangiare qualcosa, la cucina è russa, l’ambiente, caldo, giovane e informale e i prezzi bassi. È pieno di libri e di studenti.
Il Margherita è un buon rifugio se agli stagni ci arrivate come noi, in una giornata di pioggia indecisa e fastidiosa che, siamo certi abbia sottratto molto fascino al luogo, fascino per chi se lo è immaginato a lungo e girandoci tutto intorno ripensava a un originale straniero “di statura non bassa né gigantesca, ma semplicemente alta. Per quanto riguarda i denti, a sinistra aveva capsule di platino, a destra d’oro. Indossava un costoso vestito grigio e scarpe straniere in tinta col vestito. Portava spavaldamente il berretto grigio sulle ventitrè, sotto braccio teneva un bastone col pomo nero a forma di testa di can barbone*”.
Noi non abbiamo incontrato stranieri, solo ombrelli, passeggini e bambini.
* Il Maestro e Margherita di Bulgakov. Agli Stagni appare il Demonio nelle prime pagine del romanzo.










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