Etna, donkey trekking
Sciccareddu di lu me cori

Etna Donkey Trekking
Monte Conca
Etna Nord
(da Linguaglossa)
Tel. +39 095 643098
Cell. +39 3202655540 - +39 3492359590
http://www.etnadonkeytrekking.com
A sei anni dall’ultima eruzione poco è cambiato sul versante linguaglossese dell’Etna. Rimangono i camion della Star, a proporre escursioni anche notturne sul suono lunare del vulcano, i negozietti di souvenir e, a Monte Conca, il rifugio di Concetto che offre agli avventurieri latte di mandorle e panini con salsiccia, ma anche pranzi sostanziosi e, prenotando, cene freschissime (a 1800 metri pare di toccare le stelle con le mani).
Non è stata immediata la reazione, pare di capire, alla furia della Montagna che a suo capriccio colpisce con la stessa mira di Polifemo accecato. Leggi tutto »
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Mercatino Piazzale Jenner a Vieste
La teoria dei colori

Mercatino Piazzale Jenner
Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 13,30 dalle 16,30 alle 22,30
Vieste, Foggia
Nella parte più recente della città, dove si passa perché c’è la stazione degli autobus, per chi volesse visitare i dintorni coi mezzi, e perché si trovano alcuni parcheggi (fate attenzione alle multe, Vieste è quasi tutta a strisce gialle), c’è il mercatino rionale dei prodotti di tradizione locale. Ci è parso che i prezzi fossero convenienti, certo per la frutta. La varietà è ampia per chi volesse apparecchiare, al mare o in città, una cena estiva a orecchiette, fave, caciocavallo e rucola selvatica.
Oltre alla spesa c’è un’altra ragione per passarci, la varietà di colori, profumi e naturalmente sapori. Leggi tutto »
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Voglia di pizza sul Gargano
Anna dei miracoli!

Voglia di pizza
Via Santa Maria di Merino
Vieste, Foggia
Anna, che in italiano parla dolce e affabile, in pugliese risoluta, alza il tono della chiacchiera che si fa irruente e i suoi modi teatrali, quelli del teatro popolare, quelli drammatici, minacciosi e scanzonati insieme. Un ordine, una lamentela, poi sorride e domanda se il panzarotto è piaciuto.
Ma cominciamo dal principio. Leggi tutto »
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Spiaggia di Campese, Isola del Giglio
Summer on a “familiare” beach

Spiaggia di Campese
Isola del Giglio
Tra Campese e i bambini può essere amore a prima vista. E duraturo: molte famiglie tornano all’isola del Giglio.
Gli appartamenti dati in affitto settimanalmente dalle tre agenzie del piccolo centro sono a distanza ravvicinata con il mare. I più gettonati hanno balconcini da cui si intravede la spiaggia rossa, le barche a vela ormeggiate al largo e, sullo sfondo, l’Isola d’Elba. Si rimarrebbe ore ad osservare il lento risvegliarsi della spiaggia in sintonia con l’umore del mare (bandiera rossa? Ombrelloni aperti o chiusi? Pedalò tirati a riva o in acqua a dondolare docilmente?).
Comunque sia, azzerare i tempi di discesa in spiaggia è un ottimo modo per iniziare la giornata. Leggi tutto »
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Ristorante Grano, Roma
Cum Grano Lucanorum

Grano
Piazza Rondanini, 53
Roma
Tel. +39 06 68192096
Aperto tutti i giorni anche a pranzo
È quasi l’una di notte quando da una macchina proveniente da Ponza viene scaricato un pacco singolare e ingombrante: un tonno e una ricciola di dimensioni così notevoli da calamitare lo sguardo di tutta piazza Rondanini. Dal mare direttamente allo chef. Nella veranda del ristorante il Grano uno dei due gestori intrattiene gli ultimi clienti che se ne stanno andando, parlando di peperoni cruschi e altre specialità gastronomiche lucane. Ha scoperto che uno di loro viene dalle sue parti e il confronto sulla cucina di casa è una tentazione troppo forte per lasciarla spegnere nella estiva serata romana. Leggi tutto »
I Chiostri di San Barnaba a Milano
Glicini, Statue, Memoria e Pesci. Quattro amici ai chiostri

I Chiostri di San Barnaba
Via San Barnaba, 48
Tel. +39 02 5466494
Milano
Società Umanitaria
Anche noi il giorno dopo l’abbiamo detto, l’abbiamo detto in presenza del più milanese d’adozione di tutti.
- Non sembra nemmeno di essere a Milano!
Ma si fa per dire, non ce ne vogliate. È un’espressione come un’altra per dire che un locale fuori dallo stereotipo ‘fashion, fingers & sushi’; e poi ai chiostri sembra di stare altrove davvero. Qualcuno dice Bologna, noi Firenze, mentre siamo proprio dietro al tribunale e a due passi dalla Rotonda della Besana. Leggi tutto »
Rocca di Mezzo e Rovere
Ruderi e sapori narcisi

Pane e pasticceria
Via Salita Scansa, 7
Rocca di Mezzo
Tel. +39 0862 917275
Pasta all’uovo rocchigiana
Piazza Principe di Piemonte
Rocca di Mezzo
Rocca di Mezzo, Ovindoli e Rovere. Luoghi immutati tra prati che in primavera lussureggiano di narcisi. Ci siamo tornati e questa volta ci siamo concentrati su ruderi e sapori. Sapori come quello della pasta all’uovo nelle sue numerose varianti, prima di tutto. A Rocca di Mezzo, nella piazza principale, si trova un piccolo negozio dove vendono “pasta all’uovo rocchigiana”. Pasta alla chitarra, gnocchi, ravioli con ripieno di verdura e formaggio o di carne (il venerdì) qui riacquistano un sapore originario. Di caratteristico ci sono le piccatine, sorta di tagliatelle impastate anche col peperoncino.
Per il pane andate al pastificio di via Salita Scansa, sempre a Rocca di Mezzo. Troverete pane alle olive e alle acciughe, pizza croccante, cesti di fiadoni (fagottini al formaggio) e, tra i dolci abruzzesi, le ferratelle alla cannella o all’anice. Nelle mattine d’estate è facile trovare la coda: prendete il numero e pazientate.
Se soggiornate da queste parti non mancate di provare i formaggi locali, dalle caciotte al pecorino semistagionato.
Ruderi, dicevamo. Per la prima volta abbiamo deciso di affrontare la salita che porta a Rovere, frazione di Rocca di Mezzo. Il borgo si è sviluppato su una rocca, seguendo la forma triangolare del castello che sorgeva in cima e di cui ora rimangono solo alcuni muri in pietra. Chi è curioso della storia di questo castello, citato nel 1387 tra i beni del conte Ruggero di Celano, può visitare il Museo Archeologico che si trova nel complesso della chiesa della frazione. Per gli altri rimane la salita erta, alla fine della quale si può godere della vista dell’altopiano delle Rocche che una volta era il territorio di confine tra Vestini, Marsi ed Equi. Viene da chiedersi, scivolando sui sassi della strada durante la discesa, come si faccia ad affrontare un inverno bianco di neve da queste parti. Certo i corrimani da soli non bastano a mantenere l’equilibrio.
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Campese, Isola del Giglio
E sotto la Torre, panficato

Bar ristorante pizzeria Da Tony
Via della Torre, 13
Tel. +39 0564 806453
Panificio pasticceria pizzeria
Da Cristina
Tel. +39 0564 804225
Campese
Isola del Giglio
La torre saracena e il porticciolo da una parte, un faraglione che sembra essere stato scagliato in mare dall’altra delimitano la baia di Giglio Campese, la più ampia e frequentata dell’Isola del Giglio. Basta poco per orientarsi, il cambio dei villeggianti che affittano settimanalmente le case è veloce e continuo ma la dimensione qui rimane familiare. Un’unica strada collega spiaggia e parcheggi, ristoranti e negozietti con articoli per il mare e porta dalla Torre al sentiero da percorrere per raggiungere un paio di baie e il faraglione.
Ogni mattina, tranne il lunedì, due camion del pesce fanno la spola tra torre e spiaggia, mentre il venerdì mattina nella cosiddetta piazzetta si trovano le bancarelle di un piccolo mercato. Leggi tutto »
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Dan Flavin a Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano
Navate a luci spente

Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa
Via Neera, 24
Milano
Segreteria +39 02 89500817
Orario: dal Lunedì al Sabato 9:15-11:45; 16:30-18:45
http://www.smacr.com
Ci abbiamo provato a visitare questa Chiesa alle porte della città ma ci hanno rimandato a Settembre.
Perché? Perché fa caldo e le luci dell’installazione permanente di Dan Flavin scaldano troppo di questa stagione, vero, ma che peccato. Ci abbiamo ripensato e abbiamo chiamato per avere maggiori informazioni, una signora gentile ci ha detto che conviene tornare in autunno, magari verso sera anche se, attenzione, la Chiesa chiude alle 19 ed è bene controllare gli orari delle funzioni.
Tuttavia, se vi trovate a Milano, vi suggeriamo di provarci, benché il buio sia condizione ideale, in penombra, su richiesta, vi accendono le luci e lo spettacolo si compie. Quando ci siamo stati noi proprio non ce la siamo sentita di interrompere un giovane prete in preghiera con una richiesta da turisti, no, non è cosa.
Così non vi possiamo offrire nemmeno qualche immagine del suggestivo riempirsi di colori e luci di questo ambiente sacro. L’installazione in Santa Maria Annunciata è l’ultima opera dell’artista americano mancato nel 1996, che studiò fra i Gesuiti ma rivide la decisione di entrare nell’Ordine per iniziare la sua carriera artistica. Flavin fu invitato dal parroco della chiesa, don Giulio Greco, a creare un’opera di luce dove il contesto sociale sembrava averne bisogno. Due giorni dopo la firma del progetto l’artista morì, lasciando, infondo, un testamento pieno di significati.
Per questo volevamo vederla, per l’opera, per la personalità dell’artista e la vicenda umana che fa da premessa e certo anche per la chiesa di Muzio, degli anni 30.
Per nostra fortuna l’opera sta lì, parte dell’architettura a ricordarci, dieci anni dopo la realizzazione, quanto scrisse Pierre Restany:
“Dan Flavin ha realizzato il miracolo di conferire una trascendenza poetica all’ambiente della nostra vita quotidiana”.
Prima di andarci, se lo trovate, leggete l’articolo ‘La luce, realtà iniziale del mondo reale’ di Giuseppe Panza di Biumo sul numero 802 di Domus, un breve ma prezioso scritto di un collezionista amico dell’artista.
Pino Pedano in mostra fino a 19 ottobre.
Castello, Isola del Giglio
Vento e vertigini. C’è vita a Castello

Ristorante Da Maria
Via Casamatta 12
Tel. +39 0564 806062
Cantina di Giovacchino
Tel. +39 0564 806001
Ristorante Il Grembo
Via Cecchi 7
Tel. +39 0564 806272
Il Trione di Meino
Piazza Gloriosa, 43
Tel. +39 0564 806266
Ristorante Da Santi
Via Marconi, 20
Tel. +39 0564 806188
Castello, Isola del Giglio
A Castello, a luglio, si dorme ancora con la trapunta. Di sera soffia un vento inaspettatamente così fresco da far dimenticare in fretta infradito e parei e da far rimpiangere le maglie dalle maniche lunghe. Siamo a 405 metri sul mare, guardando in giù si vede, tanto in profondità da avvertire un senso di vertigine, la baia di Campese, la più ampia dell’isola del Giglio, in tutta la sua interezza.
Il centro è di origine medievale ed è protetto da un’alta cinta di mura. Bisogna girarci intorno per individuare i varchi. Dentro si snoda un dedalo di strade e di viuzze, costeggiate da spessi muri in pietra e legate da salite e scale. In estate si trovano diversi ristoranti, pizzerie e botteghe di prodotti artigianali locali aperti fino a tardi.
Noi siamo andati a cena Da Maria, attratti anche dal nome buffo della via in cui si trova. I pasti vengono serviti in una sala al primo piano bucata da alte finestre che portano l’azzurro nella stanza. L’azzurro del cielo ma anche del mare. Se si arriva prima che sia buio basta scorgersi per assistere a uno spettacolare tramonto sul mare. Si cena così, come sospesi nell’aria. I piatti sono di cucina locale, di pesce e di carne. Noi abbiamo virato sul mare e abbiamo scelto tagliatelle alla granseola, fritto misto e pesce fresco alla griglia. In quattro abbiamo speso 100 euro, senza vino e prendendo quasi tutti primo e secondo. I piatti sono semplici ma delicati e saporiti, il personale è gentile, il servizio veloce.
Abbiamo avuto un’unica possibilità di andare a Castello. Le altre ce le saremmo giocate in altri locali suggeriti da amici, come il Grembo (tavolini romanticamente a due su una viuzza con gradini), il Trione di Meino (tre fratelli per le tre città del Giglio: altri due ristoranti sono a Porto e a Campese) ed è facile intuire che Santi, con una veranda in vetro che si affaccia sul nulla, offra una vista tale da rendere superba qualsiasi cena.
Ma siamo convinti che il locale genuino da non mancare a Castello sia un altro: quello di Giovacchino. Capelli bianchi pettinati all’indietro, una parlantina che fa pensare che abbia voluto verificare la bontà di qualche bevanda della sua enoteca prima di mettersi al lavoro, Giovacchino ipse era lì fuori dalla sua enoteca-sala da ballo anni 80 a invitare a modo suo potenziali clienti ad entrare nel suo locale che stoicamente ha resistito per almeno a due decenni al fascino delle mode. La palla disco anni Settanta, le luci rosse, la pista da ballo hanno preservato il sapore delle piccole cose di una volta. Ci sono dei tavolini bianchi fuori dal locale, mentre vicino c’è la vera e propria cantina con prosciutti appesi e botti di vino. Molto caratteristica. Occasionalmente il tavolo e le panche in legno che sono all’interno di questo piccola vetrina di prodotti locali ospitano il pranzo di qualche allegra brigata. All’appello manca una terrazza che non abbiamo avuto il piacere di vedere.
Non abbiate timore delle curve da affrontare per arrivarci: un soggiorno all’isola del Giglio senza vedere Castello non vale.
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