Domani voglio un cielo azzurro Delft

Royal Delft / De Porceleyne Fles
Rotterdamseweg 196
Delft
Tel. +31 (0)15 251 20 30
tourism@royaldelft.com
http://www.royaldelft.com
Orari:
25 Marzo / 1 Novembre
Lunedì / Sabato h. 09:00 / 17:00
Domenica h. 09:00 / 17:00
2 Novembre / 24 Marzo
Lunedì / Sabato h. 09:00 / 17:00
Domenica Chiuso
Chiuso tra Natale e Capodanno
Ingresso
Adulti 4,50 euro
Adulti (gruppi di almeno 20 persone) 3,50 euro
Fino a 12 i bambini posso entrare gratuitamente
De Porceleyne Fles, che in italiano significa “il vaso di porcellana”, fondata nel 1653, è l’unica fabbrica rimasta delle trentadue che popolavano Delft nel XVII secolo.
Già nella seconda metà del XVI secolo ad Amsterdam, Haarlem e Middelburg sorsero le prime fabbriche che producevano porcellane con la tecnica polychrome appresa dai vasai italiani, e grazie anche alla Compagnia delle Indie che importava grandi quantità di porcellana cinese dall’est, nacquero le prime fabbriche anche a Delft.
Abbiamo scoperto De Porceleyne Fles in una guida Lonely Planet durante un soggiorno ad Amsterdam e, attirate dalla sua storia, abbiamo deciso di visitarla. La palazzina, adibita a museo, e il giardino interno hanno conservato l’atmosfera degli anni di maggior splendore.
In visita guidata siamo entrati nella fabbrica a vedere gli operai intenti nelle loro quotidiane occupazioni e i pittori al lavoro. Ad una pittrice abbiamo chiesto informazioni sulle tecniche utilizzate e sulle varie fasi di produzione. Con disponibilità e pazienza ci ha raccontato il processo di produzione che inizia con la composizione di una grande quantità di argilla creata con circa dieci materie prime, fra cui sono essenziali il caolino, il gesso, il feldspato ed il quarzo. La maggior parte dei componenti sono importati dall’Inghilterra, dalla Norvegia, dalla Repubblica ceca e dalla Francia. Quando l’argilla è sufficientemente solida e porosa, dopo essere stata in forno per 24 ore ad una temperatura di 1160° C, i pittori possono cominciare a dipingerla.
Le decorazioni tradizionali sugli oggetti sono rigorosamente dipinte a mano con una matita e della vernice nera contenente l’ossido di cobalto. È proprio grazie all’ossido di cobalto che potete ammirare le porcellane del tradizionale azzurro Delft. Il cobalto infatti determina una reazione chimica durante il processo di cottura che ne modifica il colore dal nero all’azzurro. La vernice utilizzata è basata su acqua per permettere ai pittori di ricavare le varie tonalità di azzurro.
Dopo aver visitato la fabbrica siamo passati al museo storico con quell’atmosfera che ci riporta indietro nei secoli, siamo poi passate allo showroom, dove si possono acquistare i preziosi manufatti della collezione Royal Delft e delle altre collezioni fra cui polychrome o multicolore; pijnacker basata principalmente su decorazioni in rosso, blu ed oro simili alle porcellane Giapponesi; “il meraviglioso nero di Delft” decorato su modello orientale molto fragile ed infine le edizioni speciali limitate.
I prezzi vanno da circa 15 euro per un semplice oggettino della collezione azzurro Delft fino alle migliaia di euro delle altre collezioni o delle serie speciali limitate.
Abbiamo quindi concluso la visita con un buon thé ed una deliziosa fetta di torta nella sunroom affacciata sul giardino interno.
Consigliamo una visita alla suggestiva cittadina di Delft dove potete ammirare la Oude Kerk, la vecchia chiesa in cui venne sepolto fra gli altri il famoso pittore Johannes Vermeer, la Neue Kerk e la Oostpoort costruita intorno al 1400 è la sola porta rimasta delle antiche mura cittadine.
A Delft sono state girate alcune scene del film “La ragazza con l’orecchino di perla” ispirato proprio alla vita dell’artista Johannes Vermeer fra le cui opere spicca “La ragazza col turbante” meglio conosciuta come “La ragazza con l’orecchino di perla”. Ricordiamo che il bellissimo dipinto si ammira al Mauritshuis dell’Aia.
Moooi, bello? No bell(l)issimo!

Moooi
Minervum 7003
4817 ZL
PO box 5703
4801 EC
Breda
Netherlands
Tel. +31 (0)76 5784444
Fax. +31 80)76 5710621
info@moooi.com
http://www.moooi.nl
Spazio Pontaccio (Moooi Boutique)
Via Pontaccio 18
20121 Milano
Tel. +39 02 8057025
Fax. +39 02 72023021
info@spaziopontaccio.it
http://www.spaziopontaccio.it
Una ‘o’ in più, un superlativo assoluto fuori norma, per dire bello in olandese. Un’azienda inventata da Marcel Wanders, aspetto da latin lover, naso posticcio da clown (talvolta), fisico e falcata da gigante hollywoodiano, imponente spirito eclettico. Lui non lavora, si diverte. Forse l’idea è quella di divertire anche gli acquirenti, fortunati possessori di cavalli, maiali e mucche, di bianco e di nero.
Proprietà per metà di B&B Italia (che nello showroom milanese non propone sedute ma solo accessori), la collezione di Moooi, un po’ divertente un po’ dissacrante va vista, per scoprire la voglia di portarsi via un sofà che si adatta al tono della serata, candidi chandelier o maialini-tavolini (e non s’inquietino gli animalisti).
A noi piace il mondo di Moooi, sfrontato e romantico.
Richie e Chachi sul canale. Amsterdam vintage e musica rock

Hotel De Munck
Achtergracht 3
1017 WL
Amsterdam
Tel. +31 20 623 62 83
Fax. +31 20 620 66 47
info@hoteldemunck.com
http://www.hoteldemunck.com
Non riuscite a dimenticare il telefilm americano Happy Days? Siete amanti degli anni ‘50 e ‘60 e talvolta cedete al vostro animo un po’ frikkettone? Se siete alla ricerca di un hotel dove pernottare in Amsterdam ecco il luogo che fa al caso vostro: l’Hotel de Munck.
La reception e la zona per la colazione sono arredate in stile anni ‘60 con tanto di immancabile IMA jukebox. Così le scelte di Robert (il proprietario) che da lì si diffondono vi allieteranno la colazione. E stiamo parlando di pezzi come Missisipi Goddam di Nina Simone, The House of the rising sun e l’intero repertorio di Elvis Presley… L’accoglienza è buona così come anche il rapporto qualità prezzo.
Le camere sono sedici, tutte di recente ristrutturazione e dotate di ogni comfort: TV, telefono, radio e bagno privato con vasca e doccia. Non sono proprio allegre o anticonformiste, al contrario tradizionali, ma qui la tradizione è vera, perché l’hotel è stato costruito nel 1727 per ospitare i capitani della Compagnia delle Indie e ancora oggi ne conserva il fascino storico.
La posizione è ottima, l’Hotel de Munck è situato in una zona tranquilla nel centro della città , affacciato sul fiume Amstel e di fronte al parco Frederiks. All’angolo con Utrechtestraat troverete la fermata del tram numero 4. Da lì potrete raggiungere i vicini mercati di piazza Waterloo e Albert Cuyp, Leidseplein, Rembrandtplein, il Teatro Carrè e il Teatro della Musica. Vicinissimi anche il Centro Congressi RAI ed il World Trade Centre.
Amsterdam è piena di musei che vi consigliamo di visitare e ci raccomandiamo, in questo caso, la Museum Card.
Per una giornata piovosa vi consigliamo un thè da Simon Levelt o da Wijs & Zonen magari con un buon libro o perché no… con un bel fumetto acquistato da Lambiek… Se poi siete anche golosi di cioccolato non potete evitare una tappa da Puccini.
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Canal House Hotel, Amsterdam
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Canal House Hotel
Keizersgracht 148 a
Amsterdam
Tel. +31 (0)20 - 6225182/6229987
Fax. (+31 (0)20 - 6241317
info@canalhouse.nl
http://www.canalhouse.nl
Lo cita anche Herbert Ypma nel volume Nice price della collana Hip Hotel. Nice, va detto, sta per 140-190 euro a camera, nice sta anche per delizioso stabile del diciassettesimo secolo.
Confermiamo l’esperto: la stanza per la colazione è suggestiva, un’ampia sala da ballo che affaccia su un giardino interno con tanto di gazebo; sfortunatamente in novembre, quando lo abbiamo provato noi, lo si può solo ammirare. Le camere conservano buona parte dei dettagli originali, con qualche tocco di gozzaniana memoria; ci si arrampica per scale anguste e corridoi stretti per raggiungerle, come d’abitudine qui, ma l’atmosfera appaga. La posizione del Canal House è perfetta, sul Keizersgracht, il canale più grande di tutti. Posizione e originalità dello stabile rendono il soggiorno piacevole, Brian e Mary hanno saputo creare un ambiente sofisticato, quasi aristocratico ma accogliente. Caminetti, specchi, pianoforte a coda, sontuosi lampadari e abatjour si compongono in un insieme armonioso e talvolta piacevolmente eccentrico, e infine il raccolto bar al piano terra, che vi ospiterà nei momenti di relax.
Un ricordo: abbiamo chiesto alla signora se si poteva fumare al bar, ci ha guardati come rassegnata all’idea dei soliti turisti in vena di trasgressione. L’abbiamo rassicurata: - Sigarettes Madame, sigarettes!




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