Colazione e cena a Giardini Naxos


C’era una volta Giardini

di Kinzi@
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 Media: 5.0/5   Voti: 32

Mare di Giardini Naxos.

Bar Cavallaro
Corso Umberto, 74/A
Tel. +39 0942 51132
Giardini Naxos

Ristorante Nettuno
Via Lungomare Tysandros, 68
Tel. +39 0942 52649

La Cambusa Ristorante
Via Schisò, 3
Tel. +39 0942 51437

Il mare, in Sicilia, ti riconduce al suo tempo poco per volta. Solo dopo qualche giorno di ambientamento, la granita da consumare con la brioche diventa un rito irrinunciabile. Niente a che vedere con le granite che si trovano subito dopo lo stretto di Messina. Il ghiaccio qui, è finemente tritato, non se ne sentono i pezzi in bocca, ma solo il sapore di limone, caffé, o pistacchi deliziosamente freddi.

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Se siete a Giardini Naxos, appena buttati i piedi giù dal letto vi consigliamo di entrare nel bar Cavallaro, in piazza, proprio di fronte al Municipio, per l’iniziazione.
Cominciate ad immergere il cucchiaino in una granita al caffé con panna montata (anche doppia, volendo) per poi spingervi verso scelte più ardite. Alla fine di questo cammino del gusto troverete la variante ai gelsi rossi, che conserva un non so che di selvatico domato appena dalla panna. Oppure divertitevi con gli abbinamenti: limone con pesca o mandorle con caffé sono i classici.

Sarà la suggestione del mare o del bicchiere di vetro con sottopiatto color argento con cui vengono servite, ma abbiamo l’impressione che queste granite siano più genuine di quelle siciliane assaggiate a Roma.

Dopo esservi fatti cullare dal mare e dal vento, per cena, vi consigliamo un posto che abbiamo scoperto per caso passeggiando sul lungomare oltre la chiesa di San Giovanni. In realtà il ristorante Nettuno non è nuovo, anzi c’è dall’inizio degli anni Ottanta. E dietro i fornelli c’è, come allora, il giardinese Angelo Siciliano. Ma la recente ristrutturazione ha regalato al locale un aspetto invitante che enfatizza la bontà delle portate e la generosità delle porzioni. Abbiamo ordinato un campione del menù quando ci siamo stati, dunque possiamo raccontarvi di come sia le pizze che i piatti di pesce ci abbiano lasciati soddisfatti. I tempi di preparazione possono essere lunghi, ci dice lo chef, ma ciò è a garanzia di una preparazione fatta al momento. Anche pane e grissini sono impastati e cotti nella cucina di questo locale. Cucina, tra l’altro, spiabilissima visto che è separata dalla sala da pranzo da un acquario.
Prezzi abbordabili (un piatto di totani e patatine fritte, ad esempio, costa 10 euro) e tavoli sul lungomare.

Qualche tempo fa vi avremmo segnalato anche la Cambusa. Ma quest’anno non ci ha convinto. La posizione di questo ristorante-pizzeria rimane poetica. Pare di essere su una barca, da quanto si è vicini al mare. Ma qualcosa è cambiato e ora l’ambiente è meno raccolto e l’illuminazione troppo intensa per godersi le luci della costa e quelle della terraferma che disegnano il profilo di Taormina e Castelmola. La pasta della pizza poi (noi abbiamo sempre provato solo quella, e solo a proposito di questa vi possiamo parlare) ci è parsa meno croccante e saporita del solito.

Se siete sulla strada che porta alla Cambusa, approfittatene per dare un’occhiata al palazzo più antico di Giardini Naxos (si trova sulla curva della strada diretta al porto, poco prima della Cambusa). Di fronte ha lo spettacolo di tutto il golfo. Fa impressione, nelle foto d’epoca, vedere come appena qualche decennio fa si stagliava, solo, di fronte al mare.

C’era una volta Giardini (senza Naxos). Ci piacerebbe ritrovarla ancora così (certo non per il nome).

C'era una volta Giardini, 5.0 out of 5 based on 32 ratings
4 settembre 2008




Una risposta a “C’era una volta Giardini”

  1. antonella scrive:

    ciao,
    siamo appena rientrati da un meraviglioso giro in Sicilia!

    Siamo stati alla Cambusa avendo trovato tutti gli altri locali chiusi nei primi giorni dell’anno a pranzo sotto la pioggia.
    E purtroppo siamo rientrati dalle vacanze con un brutto ricordo dell’ultimo pasto siciliano: con ogni probabilità il pesce marinato servito come antipasto alla Cambusa non era freschissimo e da due giorni l’unica pietanza ingerita è il riso in bianco.
    Saremo stati sfortunati, ma di sicuro non torneremo alla Cambusa.

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