Che cavolo (biologico) compro?

di Kinzi@
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Un ortaggio di stagione - Copyright Simonetta Castellazzi.

Copyright Simonetta Castellazzi

http://www.officinaebio.it
http://www.milkmaps.com

“Fino a nuovo avviso non è disponibile la ricotta. In questo periodo c’è minore disponibilità di latte ovino.”

Un sito che in bacheca affigge, come primo, questo post, già ci fa una buona impressione. Perché, se vende on line prodotti biologici, come in questo caso, ci dà l’impressione di trasparenza con i clienti e di continua attenzione alla disponibilità e alla bontà delle merci che si propone di vendere.

Accantonati i dubbi delle nonne sul concetto di bio (esiste una certificazione) basta scegliere tra cassettone e cassa e ordinare via internet o via telefono.
La differenza è di misura: il cassettone contiene dieci chili tra verdura e frutta, la cassa cinque. Tutti prodotti di stagione e raccolti nelle campagne laziali la sera prima della consegna. A garanzia della freschezza, la miscela di ortaggi cambia di settimana in settimana, a seconda della disponibilità. Insomma quel che c’è c’è, prendere o lasciare. Uniche accortezze: l’ordine va fatto almeno con due giorni di anticipo e per la consegna ci sono giorni stabiliti circoscrizione per circoscrizione (il servizio è solo su Roma: dietro ci sono dodici aziende bio laziali).

Non avendo un gruppo di acquisto alle spalle (almeno cinque ordini, merce consegnata in un unico posto) noi abbiamo ordinato una cassa come singoli consumatori.

E proprio qui abbiamo trovato l’anello debole della catena.

La cassa è arrivata a casa il giorno prefissato e conteneva: peperoni (tre), zucchine, un melone giallo, qualche mela verde, due cespi di insalata e uno di bieta, una cipolla. Ma si è palesata sul nostro zerbino ben dopo le dieci (ci siamo un po’ stancati di ascoltare le solite lamentele sul traffico di Roma) e con un rincaro del 100 per cento. Colpa della solita filiera… Per 7,5 euro di spesa ce ne hanno chiesti ben 15. E poi gli ortaggi saranno freschi, ma peperoni e melone giallo giacciono in frigo da giorni. Saranno bio, ma non ci piacciono e non li avremmo mai scelti.

Insomma il negozio bio on line ve lo consigliamo, ma non come privati consumatori. Conviene o avere quattro amici con cui dividere le spese di spedizione oppure andare a ritirare i prodotti ordinati nei centri di raccolta (negozi che mettono a disposizione uno spazio per custodire casse e cassettoni). Ma a questo punto, ci chiediamo: se dobbiamo comunque uscire per andare a ritirare frutta e verdure in un giorno fisso prendendo quello che ci viene proposto non conviene andare direttamente nel fruttivendolo sotto casa, anche bio volendo, e comprare quello che ci va in quel momento?

Se siete presi dalla nostalgia dei sapori buoni di una volta c’è in effetti un’altra cosa che potete fare: bervi un bel bicchiere di latte crudo. Qui trovate la mappa dei distributori automatici. Bello grasso e conveniente.

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23 ottobre 2007




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