Cena da Conter, a Roma
Pagnottelle: dall’Artusi a San Giovanni
Piccolo come metratura (massimo 20 posti) alto come soffitti, è porto d’approdo del popolo dei mattinieri bisognosi di un caffè e una brioche ma anche degli amanti dell’aperitivo serale. Come idea tende ad assomigliare a un bistrot francese allargandosi dalla colazione fino alla cena con ambizioni per il dopo.
Il progetto, dalla scelta dei piatti ai vini alle piastrelle bianche sui muri ai tavolini è di Marzia Greco, formazione archeologa e una passione per la cucina nata durante l’università . Sua l’idea di riportare in cucina le pagnottelle di artrusiana memoria, dopo aver scovato durante la ristrutturazione del locale una vecchia insegna con la scritta “pagnottelle a piacere”. Si tratta di cartocci fatti con farina di kamut (e in questo variano dalla ricetta originale) e riempite con ingredienti di stagione. Noi, in un freddo (per Roma) sabato di dicembre, abbiamo assaggiato, sotto la cupola scollata delle nostre pagnottelle un ripieno fumante di zucca e gorgonzola, e porcini, taleggio e patate. Il menu, scritto su carta marrone sottile, proponeva primi come la passatina di lenticchie con frisella; la lasagna con zucca e ricotta; il sartù di risotto con verza e taleggio. Tra le insalate, idea golosa, quella con radicchio, pere e semi di zucca. Noi abbiamo continuato con un’arista con sugo di castagne e, per dolce, sempre di stagione e sorprendentemente non troppo dolce (per via della panna senza zucchero) un mont blanc servito in una ciotola rotondeggiante di plastica trasparente.
Per due pagnottelle, un secondo di carne e un dolce, il tutto accompagnato da acqua a da due bicchieri di buon vino, abbiamo speso 41 euro. Rimane la curiosità di scoprire il locale versione bar mattutino.
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Il locale chiude alle 23 e la cucina naturalmente prima. Ieri avremmo voluto provarlo, ma siamo arrivati troppo tardi, peccato!