Antica Osteria di Vico Palla, Genova
Credi qui “se sta d’incantu sensa spende mancu tantu”

Antica Osteria di Vico Palla
Vico Palla, 15/R (traversa di Via del Molo)
Genova
Tel. +39 010 2466575
http://www.vicopalla.it
Vico Palla è stata una scoperta.
È una scoperta che vi consigliamo di fare in tanti perché il locale è conviviale, pieno zeppo, sempre (per questo non è meglio, è indispensabile prenotare e con buon anticipo). Insomma, il tavolo, che presto si affolla di deliziose specialità genovesi, è meglio riempirlo anche intorno, per godere di una generosa disponibilità di assaggi, perché eccedere in due è poco chic, in tanti è una festa.
Due stanze per un’ottantina di coperti; mattoni a vista, tavoli in legno e tovagliette in carta promettono una serata vivace e ipercalorica.
Ci hanno portato amiche genovesi, noi non lo avremmo trovato facilmente benché sia nei pressi dall’acquario, in una zona di Genova che se ci vai, desideri viverci.
Arrivi e ti portano una lavagna da cui scegliere, una lavagna che inizia così:
ANTIPASTO FRITTO.
Noi, siamo andati in ordine, per educazione…
Il due piatti di antipasti poggiati a centro tavolo traboccavano di verdure in pastella, baccalà e acciughe. Di quel fritto che non lo devi strizzare ma non è pallido e delicato, piuttosto deciso, sfacciato senza incertezze. Ci siamo litigati con sincera ostilità l’ultimo pezzo di baccalà, definitivamente il più prezioso.
Il personale, gentile, è disponibile ai continui quesiti: com’è lo stoccafisso accomodato? E il condiggiun, con i moscardini, possibile? Presenti tutti i topoi della cucina dell’immaginario forestiero: trofie (anche nere al ragu di polpo, ottime per inciso), pansotti, trenette, mandilli al pesto e bagnun di acciughe. È vero che ci sono anche piatti di carne ma conviene amare il pesce perché se cancelli le voci in menu che sanno di mare, in lavagnetta resta poco.
Spazio ai dolci, primo il latte dolce fritto, che non abbiamo ordinato ma sottratto alla vicina compiacente, per il filologico piacere di una comparazione con la crema fritta marchigiana. Per noi i canestrelli liguri, ancora caldi, che per una sera escono dal forno e non dalla scatola.
Uscendo si legge:
A seu toa se sta d’incantu sensa spende mancu tantu (che a Genova… ha il suo perché).
Così, andando a Genova, portatevi la ‘guida’ di Maggiani, le poesie di Caproni e… il numero di Vico Palla.











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