Dolce, ristorante-bar-caffè


Rivoluzione menu: prima si ordinano i dolci

di Alu
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 Media: 4.6/5   Voti: 14

Siamo a New York? Oppure a Parigi? Ma no, ci troviamo a Roma, nel quartiere africano, e più precisamente da Dolce.
Dolce
Via Tripolitana, 4
Roma
Tel. +39 06 86215696

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La torta Millefoglie.
La torta Millefoglie.

Aperto da novembre 2011, questo locale è già sulla bocca di tutti. Il motivo? I dolci, ovviamente! A prepararli è Alessandro Capotosti (allievo dello chef francese Stephan Betmon, attualmente impegnato al Caffè Propaganda) che dal suo laboratorio sforna biscotti, crostate, macarons e chi più ne ha più ne metta.

Appena arrivati, restiamo affascinati dall’ambiente: divani in pelle, cassapanche usurate dal tempo, tavolini trovati dal rigattiere e vecchie credenze arredano in stile vintage la sala al piano terra, dove prende spazio anche il laboratorio di pasticceria, dal quale si possono osservare le diverse fasi di creazione dei dessert.

Una grande scala ci conduce alla sala principale, dove la scelta di luci soffuse concorre alla creazione di un’ottima atmosfera. A spezzare questo incantesimo, la scelta di sfruttare al massimo l’ambiente, riempiendolo di tavolini (quindi di clienti): il risultato è un gran chiasso nelle ore di maggior affluenza, fatto di chiacchiere e schiamazzi ad alta voce, che cozza inevitabilmente con l’idea di un locale (che si spaccia per) radical-chic.

La grande novità sta nel menù che si apre con la selezione di dolci (che ovviamente si ordinano per primi): si passa dai classici tortino al cioccolato con cuore caldo, babà agli agrumi con crema alla vaniglia e crostate di crema e marmellata di visciole (tutti a 7 euro), per arrivare a quella che si è rivelata essere la moda del momento, ossia il tiramisù “fai da te” (già visto al Caffè Propaganda e da Osteria Mavi), scomposto nelle sue parti principali, cioè caffè, savoiardi e crema al mascarpone.

Roma, Dolce. New York cheescake.

Roma, Dolce. New York cheescake.

Noi abbiamo provato la New York cheescake, con fragole e scaglie di cioccolato bianco (base 6,50 euro, alla quale si possono aggiungere sia la frutta fresca a 1 euro e sia scaglie di cioccolato bianco o al latte a 0,50 euro) e un mix di krapfen (7 euro). La cheesecake si presenta magnificamente: c’è una grande attenzione nell’impiattamento del dolce, così come ovviamente ce n’è per la realizzazione; ottimi ingredienti (soprattutto la frutta fresca e il cioccolato bianco), perfetta composta di fragole, né troppo dolce, né troppo liquida, giusta consistenza della crema e, dettaglio importantissimo, corretta quantità di burro nella basa biscottata. I krapfen ci arrivano ancora bollenti: sono quattro, e rispettivamente sono farciti da crema alla vaniglia, nutella (non crema al cioccolato!), marmellata di visciole e cioccolato bianco. Vengono presentati come “mini”, ma perfino i più golosi si troverebbero in difficoltà nel mangiarli tutti, data la loro grandezza e ricchezza di ripieno.

Roma, l'hamburger classico di Dolce.

Roma, l’hamburger classico di Dolce.

Passiamo adesso al salato: il menù propone piatti unici, pizze e hamburger. Abbiamo optato per un hamburger classico (13 euro) e una “super wok” (15 euro). Poco da dire sull’hamburger: carne di buona qualità, ben cotta, servita con pane fatto in casa e patate fritte. In finale, molto buono, ma non esaltante. Molto da dire sulla “super wok”, che di “super” ha unicamente la quantità (eccessiva) di zenzero: il piatto veniva presentato sul menù come un mix di noodles, gamberi, pollo e verdure. In realtà si tratta di un piatto per pizza colmo di verdure affogate nella salsa di soia (sono nere e indistinguibili, tanta la salsa utilizzata), con pochi fili di pasta fatta in casa (che chiamerei fettuccine piuttosto che noodles, dati il sapore e la consistenza), pollo insapore e gamberi salatissimi (davvero immangiabili). Piatto totalmente mal riuscito, ma con un’unica nota positiva, data dalla presenza del katsuobushi, pesce secco grattugiato usato nella cucina giapponese, che denota una certa attenzione e conoscenza degli ingredienti.
Torneremo per provare le pizze, che potrebbero rivelarsi il punto di forza della cucina.
Particolare attenzione spetta al cestino di pane (2 euro) davvero ricco di grissini, panini al sesamo e ai semi di papavero, focaccine e pezzi di pizza bianca, tutti rigorosamente home-made. Nota di demerito invece per l’acqua in caraffa, fatta pagare ben 2 euro.

Concludendo, nella nostra cena il salato è passato totalmente in secondo piano rispetto ai dessert, assolutamente eccezionali! Non a caso, il ristorante si chiama Dolce!
Consigliata la prenotazione.

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Una risposta a “Rivoluzione menu: prima si ordinano i dolci”

  1. enricuzza scrive:

    mi trovo d’accordo davvero su tutto!
    ottima recensione!

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     Rating: +2 (da 2 voto/i)


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