Cuoi e pellami, il negozio che unisce Ben-Hur e Spice Girls
Emporio di razza
Via dei Banchi Vecchi, 40
Roma
Tel. +39 06 6864629
http://web.tiscali.it/bvpellami/ Orario: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18
Cosa unisce le bighe di Ben-Hur e i corsetti delle Spice Girl (ultimo rendez vous)? Un filo di cuoio. E un piccolo emporio che lo fornisce da quattro generazioni. Ora la vetrina con tanto di pelle di stinco di struzzo in bella vista è aperta in via dei Banchi Vecchi a Roma. Ma in principio ci fu la marchigiana bottega “Corami e rami” aperta dal trentino signor Chiesa e dalla molto marchigiana consorte. Uno dei figli andò a studiare a Roma e decise di aprire una succursale nella capitale. Chiusa di mattina, quando c’era da frequentare l’università , aperta di pomeriggio.
Il negozio Cuoi e pellami è nato così, nel 1937 e da allora è al servizio di orefici, calzolai, tappezzieri, sellai, sarti, coreografi. Fornisce materia prima pronta per essere plasmata dalle mani di sapienti artigiani.
L’ambiente è semplice, sobrio, in una parola: funzionale. Ma non fatevi ingannare. La funzionalità a volte ha un doppio fondo. Di storie e di storie.
Il signor Gianfranco, oggi dietro il banco con la sorella Rita, ci mostra pelle di trippa e di razza. Quest’ultima sottile e dura, conciata e colorata, con i buchi degli occhi del pesce che fu. Oggi è materiale convertito alla bigiotteria. Gli antichi romani lo usavano per scartavetrare oppure per tappezzare scrigni dove deporre preziosi, i giapponesi per foderare le spade dei samurai. E che dire della trippa? Lontana dal piatto, lavorata e colorata, una volta serviva per foderare scatole importanti. Oggi si usa, ad esempio, per realizzarne scarpe. Ci fa vedere anche braccialetti di cuoio (14 euro l’uno) che nei laboratori di oreficeria diventano base per raffinati monili. La stessa fine fanno anche i cordini di cuoio che altro non sono che cinghie di trasmissione di macchine. Materia prima per bigiotteria, gioielli, elementi di calzature.
L’ottanta per cento dei clienti è costituito proprio da artigiani che con la pelle e il cuoio realizzano altre meraviglie. Il 20 cento è fatto di privati. A questi consigliamo, oltre a non trascurare le cinture realizzate con il pellame più diverso, dal pitone alla lucertola, e chiuse in una vetrina e illuminate come i rettili nel rettilario, di dare un’occhiata alle forme per le calzature. Costano 30 euro. Ci sono sembrate molto simili a quelle che da Church’s si pagano 80 euro.










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