Cena da Fish Market


Formula fish market: voglio quel pesce!

di Kinzi@
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 Media: 5.0/5   Voti: 6

La strada per arrivarci sembra di campagna, stretta e ondulata si imbocca dalla Nomentana.
Fish Market
Via di Pietralata, 149/b
Roma
Tel. 3470095009

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Roma, Fish Market.
Roma, Fish Market.

La strada per arrivarci sembra di campagna, stretta e ondulata si imbocca dalla Nomentana. L’avevamo presa altre volte per cenare da Bisteak, uno di quei posti in cui vai al bancone della carne e ti scegli taglio e quantità da mettere nel piatto. Ecco da Fish Market è la stessa cosa. Solo che al posto dei filetti di manzo danese ci sono spigole e gamberoni.

Di fatto è, e rimane nella struttura, un’ex officina meccanica, per metà coperta e per metà cortile, con tanto di impalcatura.

Si intuisce il gemellaggio con Cofee Pot, un locale sorprendente per posizione e arredamento vintage, dalle credenze di modernariato bianche e dalle abat-jour sparse qua e là. I gestori sono gli stessi. Ma se Cofee Pot è compiuto e ha personalità, qui la coreografia sembra solo abbozzata. Sarà anche che ci siamo finiti nella sera sbagliata in cui il vento girava male e si sentivano odori che mai a cena uno dovrebbe immaginare che esistano.

Roma, Fish Market.

Roma, Fish Market.

La formula, un poco contorta, è studiata per abbattere le spese e dunque ridurre i prezzi dei piatti: appena entrati dovete fare la tessera per l’iscrizione: siete appena entrati nel territorio di un’associazione. Le bibite vanno prese e pagate subito in un bancone a parte. Il menù è un foglio di carta da riempire: nella metà in alto, che contempla fritti e hamburger, si mette una preferenza sui piatti scelti, quella in basso va consegnata in pescheria, dove ci si mette in coda per scegliere i pesci e i crostacei da mangiare.

Chi serve, dietro il bancone dei pesci, è a dir poco spiccio nei modi e decisamente poco propenso ad ascoltare esigenze e a prodigarsi in consigli.

Roma, Fish Market.

Roma, Fish Market.

Infine, col numero del tavolo in pennarello ben evidente sui piatti, di carta o di plastica, il pesce è portato a destinazione. Fresco e gustoso, su questo non ci piove. Al nostro tavolo moscardini e calamari in cartoccio, hamburger di pesce spada (avremmo apprezzato di più un pane diverso da quello che si trova preconfezionato nei supermercati), tempura di mazzancolle e poi mazzancolle e scampi.

Alla fine, prendendoseli, refreshing towels per tutti.

Spesa: 48 euro più 7 per due birre. Diversamente distribuito perchè fritti e hamburger costavano meno, il pescato selezionato di più.

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Formula fish market: voglio quel pesce!, 5.0 out of 5 based on 6 ratings
22 luglio 2011

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