Trattoria Settimio, Roma
Giovedì, gnocchi

Trattoria Settimio
Roma
Tel. +39 06 68801978
Mercoledì chiuso
Via del Pellegrino, 117
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Da Settimio i menù sono scritti a macchina, il segno dell’euro è composto da un uguale sovrapposto a una parentesi. “Ma li scrivete voi?” chiediamo increduli. “Tutti i giorni” risponde con fierezza Mario, il figlio di Settimio, che con la moglie ai fornelli continua l’attività della trattoria aperta dal padre nel 1932 in via del Pellegrino.
E infatti in alto c’è la data. Il 4 luglio alle 20.30 (la trattoria chiude alle 23) erano rimasti prosciutto d’antipasto, rigatoni e stracciatella di primo, una sola porzione di involtini, una porzione e mezza di trippa, polpette alla griglia di secondo. Come contorno verza, peperoni e patate- “Lesse e all’olio, quelle fritte fanno male” ci spiega Mario.
Trippa morbida, polpette saporite, patate salutari, involtini come da tradizione.
Dolci? “Dolci! Ma, no, come si fa con questo caldo” ci rimbrotta la cuoca, proprio la stessa persona che ci ha cucinato la trippa “Ma c’è dell’ottimo gelato” rilancia. Ed è vero, il gelato è ottimo. “Lo prendiamo da anni da Pica in Via Arenula”, servito in coppette d’acciaio anni settanta, ma non nel senso che sono vintage e ricercate, no, nel senso che sono qui di certo almeno dagli anni Settanta. Come i tavoli in legno, le tovaglie bianche e il telefono grigio con la tastiera che ruota.
Forse sole le cucine in marmo bianco hanno subito qualche cambiamenti nei decenni.
La cucina è autenticamente romana, scandita da un calendario settimanale uguale a se stesso da chissà quanti anni: giovedì gnocchi, venerdì pesce, sabato risotto ai funghi porcini (ma quando siamo arrivati noi erano finiti) e così via. Le porzioni sono contate: se, come è successo il 4 luglio, a pranzo è entrato qualche commensale di troppo, a cena può capitare di trovare qualche primo in meno.
Pasta, olio e aceto sono fatti in casa, sull’etichetta dei vini c’è l’etichetta di Settimio
Piatti tradizionali, gestione e atmosfera familiare, prezzi onesti (per 4 secondi di carne, 3 contorni, 3 gelati, 1 macedonia, una bottiglia di vino e acqua abbiamo speso 86 euro).
Una chicca: la cuicina romana immutata nei decenni.
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