Giro tra le gelaterie della capitale


Il freddo che avanza

di Kinzi@
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 Media: 4.6/5   Voti: 7

La novità a Roma è l'arrivo di Grom (ora ci manca solo l'Esselunga e siamo al passo). Dopo sette anni di tentativi, finalmente, ce l’hanno fatta a portare il gelato di una volta nella capitale, in zona Montecitorio dunque centralissima ma anche con un temibilissimo concorrente: Giolitti, la gelateria della tradizione dove la coda (disordinata) è la normalità.
Grom
Roma

San Crispino
Roma

Cremeria Aurelia
Via Aurelia, 398
Roma

Mizzica
Via Catanzaro, 30-36
Via Lucrezio Caro, 14
Roma

Cafè du Parc
Piazza di Porta San Paolo
Roma


Roma, una granita.
Roma, una granita.

Ora la fila è doppia, anche perché quelli di Grom sono bravi anche nel marketing: i bambini più bassi di un metro e venti e gli anziani da 80 anni in su pagano solo un euro.

Ma di concorrenti Grom ne troverà più di uno, a partire da San Crispino, la delicatezza e la raffinatezza della pasticceria viennese applicata con tecnica e metodo su ingredienti ricercati. Piccole porzioni per raffinate suggestioni. Non a caso anche qui la lunghezza della fila è proporzionata alla bontà della merce in vendita. Vi accoglie al Pantheon per poi salutarvi al terminal A di Fiumicino: i punti vendita sparsi in città sono cinque.

Sul lato della quantità la sfida è con l’Old Bridge di piazza del Risorgimento. Non occorre il numero cinico, la gelateria è presto individuata, basta far caso alla quantità di macchine parcheggiate in seconda fila in curva e alla smisuratezza dei coni gelato. Da cartone animato.

Altro posto storico è il palazzo del Freddo Giovanni Fassi, in via Principe Eugenio, vicino a piazza Vittorio. Cinque generazioni e settecento metri quadrati per fare (e mangiare) gelati.

Noi ci teniamo stretto l’indirizzo della Cremeria Aurelia. Ingredienti naturali, niente additivi e gusti sorprendenti. Non sempre portare a una cena di amici gelato all’avocado e mandorle, alla lavanda o al gorgonzola raccoglie l’entusiasmo sincero dei presenti, ma garantiamo che spezza la routine della solita vaschetta crema o frutta.

Una volta c’erano anche le granite di Mizzica, un pezzo di Sicilia nella capitale, a partire dal primo tipico bar catanese aperto vicino a piazza Bologna. Ma col tempo l’intensità dei colori è aumentata e i bicchieri di vetro hanno lasciato posto a quelli di plastica. E invece una sosta pistacchio-mandorle con panna montata e magari brioche richiede concentrazione e cura nei dettagli.

Roma, il cremolato del Café du Parc.

Roma, il cremolato del Café du Parc.

Rimangono in vetro le coppette del Cafè du Parc, chiosco nel parco vicino alla Piramide dal nome altisonante. Dentro ci troverete cremolati alla frutta, anche raffinati come quello di pere al Porto, una specialità.

Per chi si accontenta, la grattachecca: ghiaccio e sciroppo. I chioschi più famosi, gestiti dalle verie sore, sono sul Lungotevere Sanzio, Lungotevere degli Anguillara e via Trionfale.

Il freddo che avanza , 4.6 out of 5 based on 7 ratings
29 giugno 2011




3 Risposte a “Il freddo che avanza”

  1. Mario scrive:

    ….comunque nè Grom, ne gli altri rispettabilissimi nomi raggiungono i vertici dellla gelateria romana: la Gelateria dei Gracchi, Settimo Gelo, Fatamorgana, Vice e il grande Torcè che proprio di recente ha aperto il suo nuovo punto vendita su via Tomacelli.

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  2. federica scrive:

    Old Bridge??? Segnalata spero solo per la coda infinita che, in questo caso, non è assolutamente sinonimo di qualità. Gelati acquosissimi, banali, e l’essere enormi non è certo, quindi, un aspetto positivo.
    L’unico vantaggio, forse, è che costano meno degli altri. E allora anche la coda, ahimè, si spiega.

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  3. kinzi@ scrive:

    Per la coda, Federica, ma anche per la quantità enorme di gelato in cima ai coni

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