Gambero Rosso - Bar d'Italia '09
Guida senz’anima?

Gambero Rosso
Bar d'Italia '09
384 pagine
Prezzo 10 euro
Una guida serve a scoprire. Eppure alzi la mano chi non scorre per prime le pagine delle città che conosce meglio. Per valutarla? Forse. Per auto-valutarsi? Anche. Celo, celo, dove manca è una sorpresa interessante, talvolta.
Ma qui siamo indecisi.
La guida si avvale di chicchi per valutare la qualità del caffè, tazzine per il locale nel suo complesso, lampadine per l’innovazione e capitelli per la tradizione (secondo i canoni del Locali Storici d’Italia), tutto distribuito ai 1600 esercizi recensiti.
I chicchi di caffè non sembrano elargiti a manciate, a Milano l’eccellenza è solo di Marchesi e del Trussardi alla Scala Cafè che si aggiudica anche tre tazzine (e la lode aggiungeremmo noi). Tre tazzine anche per Sissi, amata pasticceria, davvero amata, ma difficilmente rintracciamo il fil rouge delle 3 tazze fra qui e la Scala. Alcune presenze sono curiose, tutto avremmo pensato salvo di farci colazione ai Chiostri di San Barnaba e ancora Princi, dove il caffè non ci pare materia di studio. Stessi voti per Triennale e Savini (con la precisazione storica per l’ultimo). Questione di opinioni, ma attenzione, alla Triennale, dopo un esordio brillante, stanno tornando le lunghe attese, e gli stuzzichini all’aperitivo (di una recente domenica sera) sono imbarazzanti per sapori e aspetto.
In provincia campeggiano i grandi classici. Resta l’impressione che alcuni locali siano stati provati troppo tempo fa (vedi il Balilla a Genova, dove dire che all’ora dell’aperitivo ‘gli stuzzichini salati sono da provare’ credete, è un’affermazione forte) e che altri siano davvero poco pertinenti (uno fra tutti il Victory Morgan Bay di San Remo grande stabilimento balneare dove il caffè è così anonimo, ma così anonimo, che il baretto/chiosco di fronte se viene a saperlo sono guai) e il locale si distingue solo per una discreta movida serale.
Mah. La guida dà certo degli spunti, vedi la sezione bar dei grandi alberghi nelle ultime pagine, a noi, che ci scordiamo spesso di entrare in questi luoghi, se non quando di gran moda. E inoltre riserva delle belle sorprese come il Caffè Serraia a Baselga di Piné (vicino a Trento), che pensavamo di conoscere solo noi (e di cui raccomandiamo tutti i dolci dallo zelten allo strudel).
Eppure non ci conquista. Insomma è di quelle che si comprano, si sfogliano e si dimenticano sullo scaffale per il resto dell’anno.
























Già l’anno scorso, in libreria, avevo scopiazzato gli indirizzi dei bar in modo da prendere un caffè, o un pasticcino, tornando a Milano dopo una gita fuori porta. Definivo il tragitto in funzione del bar delle 17.30. Niente a che vedere con le scoperte casuali, o con le soffiate esperte di qualche affidabile e disperso conoscente. Che delusione, urlata ai miei occasionali compagni di viaggio.
Delle guide Gambero Rosso è l’unica che mi delude profondamente. Ma avrei dovuto aspettarmelo. Io conosco Napoli e i suoi bar. E conosco chi conosce Napoli e i suoi bar: nessuno di loro può aver influenzato gli estensori della guida.
Quest’anno, in libreria, scopiazzo filastrocche per bambini.
Allora, volessi evitarci di scopiazzare pure a noi, potresti mandarci qualche affidabile soffiata da disperso lettore.
Su Napoli?
Su Milano?
Scegli tu