Hafiz usta, lukum e dolci turchi nel cuore di Istanbul


Lokum sull’uscio

di Flotty
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Vai nel dedalo di viuzze attorno alla Casa della Cultura di Hodja Pasha, tra ristorantini e Doner Kebap aperti giorno e notte, illuminati da grandi lampade a sfaccettature di vetro mosaicato, colorate di quell'abbondanza che talvolta noi occidentali consideriamo, per invidia della sensualità, solo kitsch.
Hafiz usta
Åžekerlemeleri

Hopacaşa Mah. Hopacaşa Sk.
No. 57 Eminönü - Sirkeci
Tel. (212) 5270266 / 67

Hopacaşa Mah. Muradiye Cad.
No. 51 Eminönü - Sirkeci
Tel. (212) 5276653 - 5276654

Istanbul


Istanbul, la pasticeria Hafiz usta.

Vai e gironzola, finché trovi una piccola pasticceria: davanti, una donna morbida e ridente, ti offre un’alzata di piccoli dadi di lokum.

Seguila, ti porterà, sempre ridente, in un piccolo negozio di dolci: sembra la casetta di marzapane di Hansel e Gretel, ma senza strega, solo una donna che, al sentire che sei italiano, ti canta, birichina, “Bella ciao”… Vassoi di lokum: all’arancia, alla rosa, pennellati di rosso papavero, spolverati di polvere di stelle, che è solo zucchero, ma già ci vedi il cielo. Salamini di impasto dolcissimo, che sanno di fiori, di melograno e nocciole, di mandorle e cioccolato, di noci e miele. Ti fa assaggiare le praline di anacardi e miele; quelle di cioccolato dolce con spezie, i bastoncini di pistacchio, le palline di mandorle bagnate nel miele. Nel frattempo, ti siedi sotto un enorme ventilatore, e ti porta, per ospitalità, un tè leggero alla menta, che fa fresco benché essendo bollente.

Istanbul, la pasticceria Hafiz usta. Istanbul, la pasticceria Hafiz usta. Istanbul, la pasticceria Hafiz usta. Istanbul, la pasticceria Hafiz usta. Istanbul, la pasticceria Hafiz usta. Istanbul, la pasticceria Hafiz usta.

Scatole, scatoline, scatolette: tondi bauletti di pistacchio, di rose e mela, di banane e albicocche seccate dal sole d’inverno, oltre che da quello d’estate, perché le conserva più morbide.
Parlotti due parole di inglese frammiste all’italiano e ai gesti e lei ti fa vedere il dagherrotipo del fondatore, il “papà” che negli anni del Novecento, in una Istanbul devastata dalla povertà, ha costruito i primi dolci, per consolare, ti immagini, i bambini scalzi e le donne velate che piangono e ridono lutti indicibili.

Istanbul, la pasticceria Hafiz usta. Istanbul, la pasticceria Hafiz usta.

Assaggia tutto, e poi portati via qualcosa: non ti fa sentire obbligato da tanta opulenza, ma irretito da una sensuale gentilezza. Come una vertigine.

Lokum sull'uscio, 4.7 out of 5 based on 14 ratings
30 giugno 2010




Una risposta a “Lokum sull’uscio”

  1. Francesca scrive:

    Di grazia, dove trovo i lokum a Milano? Felicità a chi vorrà rispondere!

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