Serata al maid café @home world
Moe moe kyun!
Anche se venite in Giappone perché incantati dalle saghe di Kenzaburō Ōe oppure dalle eleganti pagine di Yukio Mishima non potete non restare allibiti (se non a tratti affascinati) dalla cultura pop giapponese. Se poi pensate di sapere tutto di manga, anime e cosplay (costume players) dovete venire nella patria degli Otaku (patiti e fanatici di manga, videogiochi con annessi e connessi) a Shinjuku nel centro di Tokyo, per rendervi conto di cosa sia un Maiden Cafè.
Immaginare questo modello di divertimento, qui molto in voga da qualche anno, trasportato tale e quale in “occidente” ci pare perlomeno strano. I giapponesi la pensano diversamente e, a quanto ci dicono, lo hanno già esportato con discreto successo nel sud est asiatico. Noi nutriamo qualche dubbio che a Bangkok e a Taipei siano riusciti a conservare lo stesso spirito e a non stravolgerne l’”atmosfera”.
In pratica si viene “adescati” per strada da simpatiche ragazze cosplay che in costume da “cameriere francesi o inglesi dell’ottocento” (almeno così loro dicono) vi invitano ad essere serviti nei loro locali (ormai ne esistono anche varianti con cameriere in stile geisha giapponese, o in stile segretaria). Una volta entrati si viene accolti da signorine che, in realtà , indossano degli abitini neri con maniche corte a sbuffo le cui gonne difficilmente superano i dieci centimetri dall’inguine con grembiulini bianchi candidi e calze nere autoreggenti o con giarrettiere. Il tutto allegramente condito da pupazzetti cerchietti con orecchie di animali e così via.
Con questo atteggiamento da lolita-sado-maso la signorina vi accoglierà con un grande inchino rallegrandosi che il loro Signore (cioè voi) siate finalmente tornato a casa (cioè lì). A quel punto vi farà accomodare e vi chiederà che tipo di servizi volete offerti. Nonostante i vostri pensieri, vi verrà offerto solamente da mangiare, bere, giocare e fare foto. Prima di entrare verrete infatti ammoniti sul fatto che è severamente vietato toccare le cameriere, chiedere loro notizie personali (nome, telefono, appuntamenti, etc.), e fare foto (quelle le faranno loro in quanto parte del business).
Può poi accadervi, come è accaduto a noi, che possiate sentirvi a disagio. Nessuna paura, l’atmosfera all’interno del locale è veramente rilassata. Nessuno si trova lì per ragioni altrimenti non esprimibili. I Maiden Cafes (o Moe Cafè) sono frequentati da uomini e da donne, da single o da coppie o da gruppi di amici o di colleghi alla fine della giornata di lavoro. L’età degli avventori varia tra i sedici e i cinquant’anni. In quei posti tutti sembrano divertirsi come i matti con giochini che da noi a mala pena potrebbero divertire un bambino sopra i sei anni. Se poi avete ordinato da bere la cameriera (sempre tra inchini e salamelecchi al suo Signore o alla sua Signora) vi servirà con gesta e formule degne di un esame di asilo nido in cui tutto serve a dispensare Moe (a quanto abbiamo potuto capire qualcosa molto orientale tra l’amore, l’allegria e l’armonia) con la formula magica “moe moe kyun”.
Se avete poi scelto di giocare le cameriere si intratterranno con voi con giochini vari, tipo schiacciare i denti al coccodrillo meccanico sperando di non essere morsi. Se invece avete scelto di essere fotografati vi faranno salire sul palco e facendovi indossare degli accessori adatti al vostro rango di Signori (tipo cerchietto con cresta ed orecchie da leone) sorrideranno con voi davanti all’obiettivo facendo le smorfiette giuste.
A noi, dopo essere tornati a casa ed aver accuratamente distrutto le foto, è sembrato giusto aver fatto anche questa esperienza che, comunque, non ripeteremo!











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