Il paese che nacque dalla tonnara

di Kinzi@
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Marzamemi.

Campisi
Via Marzamemi, 12
Marzamemi, Pachino
Siracusa
http://www.campisiconserve.it

Azienda agricola Arfò
Via Unità 76
Pachino, Siracusa
Tel. +39 0931 846670
www.portedibufalefi.it

Marsà al hamen, in arabo, significa rada delle tortore. O forse (l’etimologia è incerta) piccolo porto. Arabo il nome, arabo l’aspetto di questo antico borgo di pescatori nel sud della Sicilia, nato intorno a una tonnara, anch’essa, neanche a dirlo, di origine araba.

Marzamemi. Marzamemi. Marzamemi. Marzamemi. Marzamemi. Marzamemi. Marzamemi. Marzamemi. Marzamemi.

L’acqua del mare lambisce questa frazione di Pachino, il vento l’abbraccia. Costeggiando la tonnara si arriva alla piazza centrale, incantevole, ampia e dai contorni ben definiti. Gli edifici che la delimitano raccontano la storia e la vita di Marzamemi: ci sono le casette dei pescatori, basse e in pietra, l’autorevole palazzo del Principe di Villadorata che fu proprietario di tutto il centro storico e ci sono due chiese, la vecchia e la nuova, entrambe dedicate a San Francesco di Paola, protettore del borgo. Fate un giro anche dietro la piazza, dal lato della chiesa nuova. Troverete piccole case in pietra costruite sugli scogli. Dalle finestre ci si potrebbe tuffare direttamente in mare.

Nelle sere estive Marzamemi è particolarmente vivace. Anche troppo, a sentire chi ci abita ed è infastidito dal vociare dei visitatori. Noi ci siamo stati nel tardo pomeriggio, quando ancora ci si può entrare in machina (il divieto scatta alle 20). Abbiamo passeggiato e non ci siamo seduti sulle sedie azzurre del ristorante che c’è in piazza. Un amico autoctono ci ha detto che la popolarità del luogo è andata di pari passo con un peggioramento della cura nella preparazione delle pietanze servite nei ristoranti. Sarà. Andandocene via però ci è rimasto il rammarico di non aver aspettato qui il calare della notte.

In compenso però non ce ne siamo andati a mani vuote. Imperdibile è una tappa da Campisi, artigiani del mare che lavorano e conservano a mano il pesce del mar Jonio e del Mediterraneo. Qui, delizia per la vista e per il palato, si trovano scaffali con conserve e sughi di tonno, ricciola, cernia, pesce spada, acciughe, sardine impilate, cesti ripieni di bottarga di tonno e pescespada. Ci sono ghiottonerie di ogni sorta, quasi gira la testa: dai filetti di pesce spada in olio di oliva ai pomodori datterino secchi al tonno rosso in olio d’oliva. Ma ci sono anche degne rappresentanze di cioccolato di Modica, vini liquorosi e marmellate, pomodori ciliegino di Pachino. Classici della cucina siciliana marinara che, per i novizi, possono essere avvicinati con la degustazione: da Campisi troverete un tavolo con stuzzichini da assaggiare come suppizzata (salsiccia) di tonno e uova di pesce spada.

Ultima tappa: il vino locale. Sulla stessa strada di Campisi si trova una rivendita dell’azienda agricola Arfò. Noi abbiamo fatto incetta di vignale bianco (vitigno: insolia), frutto delle vigne tra Pachino, Noto e Rosoloni Molto pratica la confezione da 5 litri con l’erogatore per riempire le bottiglie di vetro.

Ci aiuterà a riscaldare gli inverni in città con i sapori di queste terre.

Marzamemi. Marzamemi. Marzamemi. Marzamemi, Arfò. Marzamemi, Arfò. Marzamemi, Campisi. Marzamemi, Campisi. Marzamemi, Campisi.





2 Risposte a “Il paese che nacque dalla tonnara”

  1. anastasia scrive:

    …non ho parole, avere la fortuna di venire in Sicilia e visitare Marzamemi è un’esperienza unica!!!!! Spero solo che l’unicità di questo posto che nella sua tonnara conserva il mistero di una Sicilia antica, non ceda il posto alle lusinghe di quella globalizzazione che rende tutto uguale.
    Faccio un in bocca al lupo a questo piccolo gioiello del Mediterraneo e un appello ai proprietari del borgo antico… se avete nobili natali portate avanti la cultura che grandi vi ha resi nel passato.
    anastasia

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  2. Seby scrive:

    Marzamemi è veramente bellissima perché conserva un sapore di tempi passati. Il massimo è goderla quando ancora non c’è tanta confusione. Il turismo sicuramente la sta facendo rifiorire ma capisco quanti dicono che di sera c’è troppa confusione.

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