Pomeriggio siciliano
Il promontorio d’argento

Forza d'Agrò
Messina
La strada per arrivare a Forza d’Agrò è tortuosa come il filo tirato di un maglione che si disfa. Ed è solo l’inizio, una volta arrivati ai piedi di questo borgo bisogna conquistarne la cima. Qui ci sono i ruderi di un castello (ricostruito nel 1595 su una più antica fortezza). Ci si arriva solo tramite una ripida scalinata in pietra. Noi ci siamo arresi non appena l’asfalto è diventato terra battuta coperta di erba. Eravamo con i passeggini e proprio non ce la siamo sentita.
Ma le bellezze di questo borgo siciliano ricco di storia sono tante e anche ben illustrate da cartelli che segnalano e raccontano caratteristiche e passato di palazzi medievali, chiese del 400 e del 600, conventi.
In passato era detto Forticillum Agrillea, piccola fortezza sul torrente Agrò. Anche se secondo un’altra etimologia il nome del paese nasce dal greco Arghennon akron, che significa promontorio d’argento. Comunque sia, attorno alla fortezza, poi divenuta castello, nel XIV secolo nacque il paese.
Se il fascino di questo luogo non è rimasto un segreto per il cinema (leggete qui quanti film vi hanno girato) ai visitatori della Sicilia è di certo meno noto. Quando ci siamo stati noi, pochi giorni prima di Natale, abbiamo fatto radi incontri, tutti locali.
Dispiace solo vedere, attorno e incrostati nel cuore storico del paese, costruzioni più recenti che, usando un eufemismo, stonano con il paesaggio e il suo tessuto storico.
Eppure, nonostante questo, una visita questo luogo vicino alla più conosciuta Taormina la merita. Per la storia, per i monumenti che sono rimasti a testimoniarla e per la vista impagabile: il litorale e Ionio a perdita d’occhio, fino alla Calabria.
Dal castello, facile intuire, la vista è ancora più suggestiva.











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