Innocenti / Biscottificio Artigiano
Innocenti peccati di gola
Via della Luce, 21
Roma
Tel. +39 06 5803926
Da lunedì a sabato dalle 8 alle 20
Domenica dalle 9.30 alle 14
Biscotti c’è scritto sull’insegna verde. Così, semplice e chiaro. E dalle vetrate si vedono vassoi bianchi su scaffali trasparenti colmi, per l’appunto, di biscotti. I passanti gettano uno sguardo distratto e spesso tornano indietro per osservare meglio, le mani a coppa sugli occhi per scorgere oltre il riflesso del vetro. Si torna bambini ad entrare in questo luogo.
La tenda della porta di ingresso è composta da sottili fettuccine di plastica, ampi contenitori strabordano di dolciumi, l’arredamento è retrò e al centro troneggia un meraviglioso forno degli anni Cinquanta lungo 11 metri: parte nel laboratorio, dove si inforna, e arriva nel negozio, dove si tirano fuori le teglie. Qui tutto è come una volta: le ricette, il profumo irresistibile, i macchinari, la lavorazione e l’accoglienza calda da bottega di paese. Anche il tempo, appena entrati, pare dilatarsi.
Il biscottificio Innocenti oggi ha il volto appassionato e dolce di Stefania. Suo nonno cento anni fa riforniva l’esercito di gallette. Ora lei continua il lavoro di sua madre, che era sesta di nove figli. E spera che presto i suoi, di figli, sentano il richiamo per questa che pare più di una mera attività di famiglia: è un’identità forte, un patrimonio da salvaguardare, la storia di un rione da tramandare, la consapevolezza e l’orgoglio di essere corpo e anima di un posto come non ce ne sono più. Tutto questo non è passato inosservato, come dimostrano, sulla sinistra appena entrati, i ritagli di giornali e le segnalazioni delle guide gastronomiche appiccicati ai vetri dell’ingresso. Ogni tanto qualche giornalista italiano o straniero prova, racconta Stefania, a scoprire i segreti delle ricette. Ma si sa, un segreto è un segreto e nessuna telecamera ha l’accesso alla cucina.
Poco importa. Svelare le ricette originali (tra l’altro basate su ingredienti selezionati come le mandorle fatte venire dalla Sicilia e le nocciole dal viterbese) non farebbe perdere fascino a questo luogo. Il bello, qui, è proprio venirci attraversando la parte meno turistica e più affascinante di Trastevere, entrare attraversando la tenda di plastica che qualche bimbo riesce addirittura a intrecciare, riempirsi il naso di profumi, fare due chiacchiere con Stefania e, finalmente, assaggiare e assaporare. Noi ne siamo usciti con un sacchetto di carta contenente straccetti, croccantini (fatti con nocciole e albume), paste di mandorle ricoperte di cioccolato, ciambelline all’anice e altri biscotti di cui non ricordiamo il nome ma di cui possiamo garantire la bontà . Paste morbide o secche o fraganti, dolcissime o poco zuccherine, ricoperte di cioccolato o impreziosite da mandorle. Abbiamo visto anche montagne di baci di dama, lingue di gatto, ciambelle al vino e abbiamo assistito all’impacchettamento di torte di mele e di ricotta. Ma si sfornano anche pizzette, tramezzini, rustici, panini, tartine e vol au vent. E a Carnevale, racconta Stefania, è una festa di frappe e castagnole. Tutto può essere prenotato e ordinato, basta avere l’accortezza di telefonare o passare con un paio di giorni di anticipo.
Siamo usciti dal biscottificio con la certezza che ci sono dei luoghi la cui sola presenza rallegra.





























Un salutone e un’abbraccio a Stefania. Ciao
Complimenti alla famiglia innocenti,per la grande tradizione dolciaria,dolci rimasti con il sapore di una volta…grazie ancora di aver conservato questa straordinaria tradizione artigianale.
grazie stefy…….t.v.b. xxxx