Ondablu e Posto9, stabilimenti balneari sul litorale di Taranto
L’angolo di terra tanto caro a Orazio (parte prima)

Stabilimento Balneare "Ondablu Lido"
Litoranea Salentina
Marina di Lizzano, 116
Taranto
Tel. +39 099 5314802
Tel. +39 099 5916041
Cellulare +39 333 9085307
ondablulido@ondablulido.com
Posto9
Litoranea Salentina
Campomarino, Torre Ovo
Campomarino Di Maruggio
Taranto
Tel.+ 39 348 1167342
http://www.posto9campomarino.com
Centoquaranta chilometri di costa circondata da macchia mediterranea, pianori piantati a ulivi, vigneti e palme, affacciata su un mare azzurrissimo.
Questo è il litorale della provincia di Taranto, che il sommo poeta Orazio prediligeva al di sopra di ogni altro luogo.
Una Puglia un po’ defilata, rispetto alle mete più note del Gargano o di Gallipoli o di Santa Maria di Leuca. Ma non meno affascinante e suggestiva.
L’imbarazzo sulla scelta del luogo del nostro soggiorno l’abbiamo vinto scegliendo una manciata del litorale, fra Marina di Pulsano e Campomarino, lungo insenature di sabbia rosata e tratti di roccia tufacea.
Pochi gli stabilimenti balneari fra distese di spiaggia totalmente libera.
Abbiamo trascorso i primi giorni a Marina di Lizzano, all’Onda Blu Lido.
Lunga spiaggia sabbiosa, isolata fra dune e cespugli di piante aromatiche. Lo stabilimento stupisce per l’efficienza e l’organizzazione: ristorante con self-service, frutteria, edicola, piccoli chalet per l’acquisto di creme solari, costumi, ciabatte e ciabattine. Insomma: tutto a disposizione per godersi l’intera giornata al mare, mentre sulla spiaggia abbiamo gustato la celebre ‘pampanella’, formaggio freschissimo di pecora e mucca, venduto direttamente dal produttore e servito sopra una larga foglia di fico.
Qui il mare è davvero il più bello dell’intera costa, ma il fine settimana il luogo si affolla per l’arrivo dei gitanti e, allora, è meglio spingersi più a sud.
Bastano dieci chilometri e le auto vanno diradandosi, mentre le dune si fanno ancora più odorose di timo, rosmarino e origano selvatici.
Inseguendo questi colori e profumi siamo approdati a Maruggio di Campomarino, al Posto9, un piccolo e delizioso stabilimento balneare.
L’abbiamo scorto per caso, lungo la litoranea, grazie alle tende leggere che decoravano i gazebo e che il maestrale gonfiava dolcemente.
Si parcheggia fra le dune, sotto i pini d’Aleppo e gli ulivi e si è sul posto. Una decina di ombrelloni blu, piantati a ridosso del mare, sopra una bassa scogliera che sa farsi ‘morbida’, grazie alla pietra tufacea che l’ha modellata e a un tappeto di alghe cespugliose, simili a muschio. Abbiamo nuotato in un’acqua limpidissima e caldissima (27°C) fra piccoli granchi, sogliole e polipi. Attorno si stendono tratti di spiaggia sabbiosa, libera, adagiata lungo una vasta pineta recintata che preserva il litorale dall’assalto di vacanzieri e le regala uno sfondo selvaggio, verdissimo dove crescono gigli selvatici.
Il Posto9 è l’elogio dell’ozio, grazie anche alla possibilità di stendersi in larghi lettini, sotto leggere impalcature di legno bianco, protette da aerei tendoni o lasciarsi cullare sull’ampia amaca, addormentandosi al suono delle cicale.
Stuzzichini e leggeri pranzi si degustano sotto un ampio patio creato ancora con giochi di legno bianco, teli bianchi e voile: piatti di frutta fresca, friselle d’orzo con pomodorini, origano e olio, insalata di orecchiette e panzerotti sono alcune delle proposte golose, di chiara impronta tradizionale e territoriale in un locale che organizza serate di degustazione in collaborazione con le associazioni locali di Slow food. Di sera, infatti, Posto9 si trasforma in un ritrovo per aperitivi, cene e dopocene, con un’ottima scelta musicale, spesso utilizzata da sottofondo anche durante i bagni di sole della giornata.
A due chilometri si trova Campomarino, minuscolo gruppo di case tutte nuove, tutte bianchissime nei muri e coloratissime nei giardini ben curati, con un porticciolo, qualche forno che odora di focacce e panzerotti, ortolani e vendite di latticini freschi del luogo.
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